• Politica
  • Attualità
  • Cultura
  • Cronaca
  • Relax
  • Sport
oAdHoc News Quotidian
  • Politica
  • Attualità
  • Cultura
  • Cronaca
  • Relax
  • Sport
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Politica
  • Attualità
  • Cultura
  • Cronaca
  • Relax
  • Sport
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
AdHoc News Quotidiano
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home L'Editoriale

Femminicidio la resa del centrodestra al politicamente corretto

di Gianluca Pietrosante
19 Giugno 2026
In L'Editoriale
0
Femminicidio la resa del centrodestra al politicamente corretto
18
VISITE
CondividiTwitta

Femminicidio la resa del centrodestra al politicamente corretto

Come spesso accade, chi ha il coraggio di esprimere dubbi su provvedimenti ormai circondati da una sorta di intoccabilità ideologica viene immediatamente accusato di rompere una patina di politicamente corretto e una mentalità da piccoli borghesi, oltre a traviare le parole e le intenzioni di ciò che si è detto seguendo la propria ideologia e non il reale.

Solo chi ha un QI sotto la media o un fazioso politicamente e ideologicamente parlando può pensare che il Generale Vannacci sia a favore della violenza sulle donne o ne neghi il problema sociale

Ma andiamo con ordine.
Il Generale ha detto una cosa che, al netto delle polemiche, merita di essere discussa nel merito: per secoli, anzi millenni, il Diritto ha conosciuto il reato di omicidio, senza distinguere il valore della vita umana in base al sesso della vittima. Del resto, il termine “omicidio” deriva etimologicamente parlando, dal latino “homo”, cioè essere umano, e non dal maschio in quanto tale. Lo insegnano sin dalla prima elementare: Il genere umano è composto da uomini e donne, che condividono la medesima natura umana. L’essenza dell’essere umano consiste nell’essere un animale razionale: la differenza sessuale tra uomo e donna non modifica tale natura comune, ma ne costituisce una distinzione all’interno della stessa specie umana.

Nessuno mette in discussione la gravità della violenza contro le donne, che va combattuta con fermezza. Il punto è un altro: è opportuno trasformare una categoria sociologica e politica in una categoria penale autonoma, frutto dell’ideologia femminista?

La tradizione della filosofia del Diritto ha sempre insegnato che la Legge, per essere giusta, deve avere (anche) carattere universale e guardare anzitutto all’atto commesso e alla responsabilità personale di chi lo compie. L’omicidio è già il più grave attentato contro il bene fondamentale della vita umana: la sua gravità non dipende dal sesso della vittima, ma dalla natura stessa del delitto.
Non è un caso che anche alcuni magistrati e rappresentanti dell’ANM abbiano espresso perplessità su diversi aspetti del DDL, temendo il rischio di introdurre categorie sempre più influenzate da istanze culturali e simboliche piuttosto che da una rigorosa impostazione giuridica.

Sia chiaro: nessuno nega il dramma della violenza sulle donne, una violenza che è il frutto dell’educazione che questa società impone negli ultimi decenni, ovvero quella di formare “uomini” deboli spiritualmente e psicologicamente in quanto sentimentalisti ed effeminati, che non conoscono il codice paterno: quel codice che è il riflesso di Dio Padre in quanto autorità = augere, forza che protegge, fa crescere, dirige verso il bene

Ma la risposta non può essere la continua produzione di norme identitarie o simboliche. Una società sana previene anzitutto attraverso l’educazione, la famiglia, il recupero del senso del limite, del rispetto e della responsabilità e soprattutto al recupero di quel codice paterno citato poc’anzi, sempre più scardinato da questa società liberal progressista.

Il rischio, altrimenti, è che il Diritto cessi di essere uno strumento ordinato al bene comune e diventi sempre più il riflesso delle mode culturali del momento.
E proprio per questo stupisce vedere un Governo di centro destra che si definisce conservatore e di centrodestra recepire sempre più spesso categorie e linguaggi elaborati dal progressismo culturale/ideologico.

La Giustizia, a cui dà a ciascuno il suo, dovrebbe unire sotto una stessa legge. L’ideologia, invece, tende a dividere la società in categorie contrapposte

Il DDL femminicidio, così come il DDL antisemita firmato da Gasparro dove non sarà più permesso criticare Israele, o come il DDL sul consenso, sono l’ennesima prova che questo Governo cede e si appiattisce alle istanze culturali e idelogiche del politicamente corretto come il progressismo e del femminismo, per poi trasformare queste istanze in prassi giuridica.

Leggi anche:

https://www.adhocnews.it/

www.facebook.com/adhocnewsitalia

SEGUICI SU GOOGLE

Tags: FEMMINICIDIOGENEREGIUSTIZIAPOLITICAMENTE CORRETTOPRIMO PIANO
Articolo precedente

La verità della polemica energetica tra Giani e Meloni

Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Contatti e informazioni AdHoc News
  • Partners & Advertising
  • Privacy policy
  • Cookie policy

© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme.

Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Politica
  • Attualità
  • Cultura
  • Cronaca
  • Relax
  • Sport

© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme.