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Home Attualità

Giustizia e Costituzione, tra principi evocati e silenzi che pesano

di Daniela Simonetti
23 Marzo 2026
In Attualità
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Magistrati
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Giustizia e Costituzione, tra principi evocati e silenzi che pesano

C’è un elemento che più di altri colpisce nel dibattito pubblico italiano sulla giustizia: la distanza crescente tra i principi invocati e i comportamenti concreti.

Una distanza che emerge con particolare evidenza in vicende familiari complesse e dolorose, come quella della famiglia Del Bosco, e che riporta al centro una questione fondamentale: il rapporto tra Stato, giustizia e autonomia della famiglia, così come delineato dalla Costituzione italiana

La Carta, nei suoi principi fondamentali, riconosce alla famiglia un ruolo primario e autonomo, limitando l’intervento dello Stato a casi eccezionali e ben circoscritti.

È un equilibrio delicato, costruito per evitare che il potere pubblico possa sostituirsi arbitrariamente ai nuclei familiari. Eppure, proprio su questo terreno oggi si registrano tensioni e interrogativi profondi.

Il punto non è negare la necessità dell’intervento giudiziario quando vi siano situazioni di rischio o di tutela dei minori

Il punto è chiedersi se, in alcuni casi, il confine tra tutela e invasione non stia diventando troppo labile. Ed è qui che il silenzio della politica, in particolare di una parte ben precisa, appare quantomeno significativo.

Negli ultimi mesi, infatti, esponenti della sinistra hanno richiamato con forza la difesa della Costituzione in occasione del dibattito sul referendum sulla giustizia, invitando a votare “No” in nome della tutela dell’equilibrio istituzionale

Eppure, di fronte a casi concreti in cui si sollevano dubbi sull’effettivo rispetto di quegli stessi principi — in particolare sul ruolo della famiglia e sui limiti dell’intervento statale — non si è vista la stessa mobilitazione.

Nessuna piazza, nessuna presa di posizione forte e diffusa, nessuna battaglia politica altrettanto visibile.

Questo scarto alimenta una percezione di incoerenza che rischia di minare la fiducia dei cittadini

Perché la Costituzione non può essere evocata solo quando è funzionale a una posizione politica e ignorata quando pone domande scomode.

La sua forza sta proprio nella sua universalità, nella capacità di valere sempre, anche quando è difficile o impopolare farlo.

Il tema della giustizia, del resto, resta uno dei nodi irrisolti del Paese

Non si tratta semplicemente di schierarsi a favore o contro una riforma, ma di riconoscere che esiste una domanda diffusa di maggiore equilibrio, trasparenza e garanzie.

Liquidare questa esigenza come secondaria o strumentale rischia di trasformare il confronto in uno scontro sterile, incapace di produrre soluzioni.
Invocare la Costituzione perde forza se non si ha il coraggio di difenderla anche nei casi concreti, quando ciò comporta esporsi e assumere posizioni scomode.

La vicenda della famiglia Del Bosco, al di là dei suoi aspetti specifici, pone dunque una questione più ampia: quanto siamo disposti, come sistema politico e istituzionale, a essere coerenti con i principi che diciamo di difendere?

E mentre chi si erge a difensore della Costituzione invocandone i principi per opporsi alla riforma della giustizia rimane in silenzio, il governo Meloni ha scelto di intervenire, disponendo l’invio di ispettori per verificare una vicenda che presenta profili preoccupanti e che appare, agli occhi di molti, come l’ennesima possibile ingiustizia.

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Tags: COSTITUZIONEGIUSTIZIAIN EVIDENZAMAGISTRATURAREFERENDUM
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