Zingaretti si è dimesso. Ma da cosa?

L'ombra lunga di Renzi shock sulle primarie

Zingaretti

Zingaretti si è dimesso da segretario del PD.

Si sperava da Presidente del Lazio, ma tant’è, non si può pretendere troppo.

Ma allora da cosa si è tirato indietro?

Cosa non è più?

Segretario del PD, direte; ma perché Zingaretti lo è mai stato, rispondo io.

L’uomo che sussurrava ai congiuntivi adesso è ad un bivio: continuare dopo l’assemblea Nazionale e cercare di eguagliare la statura politica di Occhetto, oppure sparire nell’oblio.

Praticamente una scelta tra due opzioni identiche.

Le dichiarazioni

Lo stillicidio non finisce. Mi vergogno che nel Pd, partito di cui sono segretario, da 20 giorni si parli solo di poltrone e primarie, quando in Italia sta esplodendo la terza ondata del Covid, c’è il problema del lavoro, degli investimenti e la necessità di ricostruire una speranza soprattutto per le nuove generazioni”.

Visto che il bersaglio sono io, per amore dell’Italia e del partito, non mi resta che fare l’ennesimo atto per sbloccare la situazione. Ora tutti dovranno assumersi le proprie responsabilità. Nelle prossime ore scriverò alla presidente del partito per dimettermi formalmente. L’Assemblea nazionale (fissata per il 13 marzo) farà le scelte più opportune e utili”.

Un segretario virtuale

Il fratello di Montalbano se ne va perché si parla di poltrone.

Omette di dire di quali poltrone.

Quelle del suo partito.

Al primo odore di primarie se ne va, lasciando forse la via libera ad un clamoroso ritorno: quello di Matteo Renzi.

Zingaretti ha sbagliato tutto: alla caduta del Conte I voleva andare al voto. Nacque il Conte II.

Alla caduta del Conte II, voleva un Conte III. Nacque il governo Draghi.

Ed entrambi con l’appoggio del PD, senza un segretario di fatto. O con un segretario senza faccia.

Ovvero un segretario che non ha mai dettato la politica del suo partito, ma l’ha sempre subita – esterna causa. Leggasi Renzi.

Non è però questa, nonostante ne parlino tutti, la novità politica. Il Pd è morto, da tempo. Più che morto, agonizzante.

E Zingaretti, con il suo fondamentale apporto, da segretario inesistente quale è stato, gli ha dato il colpo di grazia.

Voleva una fusione per incorporazione del M5S, ma con la nuova candidatura di Conte a uomo immagine dei grillini, sa che ne verrebbe oscurato.

E dire che Conte l’ha voluto lui, e lo voleva ancora.

Ora è al governo con Di Maio, Berlusconi e Salvini. Roba da far venire il mal di pancia anche agli stomaci di sinistra più forti.

Il disastro poi è palese nella amministrazione dell’emergenza Covid, nazionale e regionale, tant’è vero che Draghi sta azzerando tutti i commissari che al PD erano vicini.

Sostituendoli con l’esercito, con il placet del PD stesso.

Cioè di Zingaretti stesso, ma non diciamoglielo, forse non se n’è accorto.

Tutto ed il contrario di tutto, giusto per tirare a campare.

 

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