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Home Cronaca

Violenza sessuale di gruppo, esserci è gia una colpa

di Stefania Scarpati
10 Gennaio 2026
In Cronaca
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Violenza sessuale di gruppo, esserci è gia una colpa

Ci sono sentenze che non parlano solo ai giuristi.

Parlano a tutti.

Sono quelle sentenze che raccontano che cosa significa davvero essere responsabili

La Cassazione penale, Sezione III, con la sentenza n. 280 depositata il 7 gennaio 2026, lo dice con parole nette, talvolta non serve “fare” per essere colpevoli.
A volte basta esserci.

Nel caso della violenza sessuale di gruppo, prevista dall’art. 609 octies del codice penale, la Suprema Corte ricorda un principio fondamentale,
è sufficiente una presenza concreta, capace di rafforzare la volontà criminosa di chi agisce.

Una presenza che pesa, che conta, che contribuisce

La violenza sessuale di gruppo non è una semplice violenza “moltiplicata”.
È un reato autonomo, diverso, più grave, perché nasce proprio dalla pluralità delle persone coinvolte.

E qui arriva il punto che spesso sorprende chi non è del mestiere,
non è necessario che tutti tocchino la vittima.

Non è necessario che tutti compiano materialmente atti sessuali

Non è nemmeno necessario che ci sia un accordo prima.

È sufficiente che una persona aderisca consapevolmente, anche all’ultimo momento, a ciò che sta accadendo.

Che resti lì.

Che non si dissoci.

Che, con la sua sola presenza, renda la violenza più forte, più intimidatoria, più devastante

La presenza di più aggressori significa più paura, meno possibilità di difendersi, una ferita psicologica più profonda.

La libertà sessuale della vittima viene schiacciata dal branco, annientata, resa inerme.

Il gruppo, anche quando non agisce fisicamente, diventa letale più di un’arma.
Per questo motivo non si può parlare di semplici “spettatori”.

Chi è presente, chi sostiene anche solo scegliendo di assistere, chi rafforza anche indirettamente l’azione dell’autore materiale, partecipa

E partecipare, in questi casi, significa risponderne penalmente, la “partecipazione” non è solo il gesto, ma il contributo anche solo intenzionale.

Perché senza quel contributo il reato, spesso, non avrebbe la stessa forza distruttiva.

In definitiva, la violenza sessuale di gruppo è un reato che esiste per la presenza di più persone.

E chi c’è, chi resta, chi sostiene in qualunque modo l’orrore non può nascondersi dietro il silenzio o l’immobilità

Perché davanti a certi crimini mostruosi,
non fare nulla non è mai davvero “nulla”.
L’esserci è già la colpa.

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Tags: CASSAZIONEDONNEDROGA DELLO STUPROIN EVIDENZAVIOLENZA
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