Vannacci vs Salvini: il generale tocca i nervi scoperti del Capitano

Vannacci vs Salvini: il generale tocca i nervi scoperti del Capitano
Roberto Vannacci ha sfoderato l’artiglieria contro Matteo Salvini, puntando il dito su quel che stride nella Lega.
In fondo, il generale solleva dubbi che serpeggiano da tempo, mentre il leader sovranista arranca tra compromessi e leadership incerta.

Il voltafaccia sulle armi

Salvini prometteva il no alle forniture per Kiev, eco delle radici no-Europa leghiste. Poi, con la coalizione, il sì è piovuto giù: un “posizione prona”, direbbe Vannacci, che lascia l’amaro in bocca ai fedelissimi del Nord.
Quel pragmatismo sa di resa.

Fornero, il fantasma irrisolto

Abolirla era il cavallo di battaglia contro le élite, giuramento per i pensionati.
Oggi la legge resta lì, blindata nei patti di governo, mentre Salvini difende l’indifendibile. Il generale ci ha visto lungo: promesse svanite per una poltrona.Identità diluita, Meloni in agguatoDalle crociate anti-gender alla difesa della famiglia tradizionale, la Lega si è ammorbidita su riforme tiepide.
Fratelli d’Italia ringrazia e avanza, Salvini zoppica: Vannacci, col suo bestseller, rammenta cosa fosse una destra senza sfumature.

Rottura prematura, ma campanello d’allarmeIl generale ha steccato i tempi: mollare da vicesegretario nominato da poco, dopo seggio europeo e 563mila preferenze, è un autogol plateale

Salvini gli ha concesso visibilità e strapuntino, eppure quel gesto stride.
Rivela però una Lega schiacciata, un sovranismo senza timone nitido.Salvini ritrovi il passo del Capitano, o le onde del palazzo lo sommergeranno.
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