Vannacci, Rinascimento Nazionale e la rivalutazione della massoneria
La recente notizia del lancio del centro studi Rinascimento Nazionale, promosso da Roberto Vannacci come evoluzione culturale dell’associazione Mondo al contrario, ha aperto un nuovo fronte nel dibattito politico italiano. Ufficialmente presentato come un think tank dottrinario destinato a fornire supporto teorico e programmatico alle iniziative di Vannacci e della Lega, l’annuncio ha suscitato attenzione soprattutto per un punto controverso: la proposta di riconsiderare il ruolo storico della massoneria nel Risorgimento italiano.
La notizia…
Secondo quanto riportato dalla stampa, il centro studi mira ad affrontare temi “spesso considerati tabù nel dibattito pubblico”, tra i quali proprio la reinterpretazione della massoneria come “matrice culturale” della nazione.
Questa posizione ha trovato eco in alcune dichiarazioni pubbliche riferite a iniziative collegate, insistendo sull’idea che l’Italia debba “fare pace con la propria storia” anche su questo terreno.
Questo necessariamente richiede una riflessione seria…
Dal punto di vista politico, questa impostazione richiede una riflessione critica attenta e netta. Non si tratta di chiudere aprioristicamente ogni confronto storiografico, ma di distinguere tra analisi storica onesta e legittimazione culturale di visioni che entrano in conflitto con categorie morali fondamentali.
Intanto mi preme ricordare la posizione della Chiesa cattolica sulla massoneria
Consolidata in documenti autorevoli come l’enciclica Humanum genus di Leone XIII e la Nota della Congregazione per la Dottrina della Fede del 1983, la posizione della Chiesa rimane chiara: l’appartenenza massonica è incompatibile con la fede cattolica e le sue concezioni relativistiche della verità e dell’etica contraddicono la visione cristiana dell’uomo e della società. Non si tratta di pregiudizio, ma di coerenza antropologica e dottrinale.
È una discontinuità profonda rispetto alla visione personale realistica e incarnata dell’essere umano e della comunità
Inoltre, la rivalutazione culturale della massoneria nel contesto del Risorgimento rischia di riproporre una narrativa che minimizza il contributo storico delle comunità cattoliche e della famiglia come agenti di coesione sociale, sostituendolo con un approccio che enfatizza esclusivamente strutture elitiste e percentuali.
Ciò è tanto più problematico se si considera che buona parte della dottrina sociale della Chiesa pone l’accento sulla dignità della persona, sul bene comune e sulla sussidiarietà, contro ogni forma di riduzionismo razionalista o tecnocratico.
Occorre valutare la questione sociopolitica di questa visione…
Sul piano politico, questa operazione culturale segnala un percorso che si discosta da alcune linee di coerenza storica avvertite anche all’interno del centrodestra, creando non poche tensioni.
Va notato, ad esempio, come certe posizioni di Vannacci su altri temi storici e politici — che in passato hanno suscitato polemiche in merito al Ventennio e alle leggi razziali — abbiano già generato divisioni anche tra alleati di governo, richiamando la necessità di mantenere un equilibrio tra libertà di ricerca storica e responsabilità pubblica nella rappresentazione degli eventi storici
Un progetto culturale serio e rispettoso dell’identità nazionale non può fondarsi sulla celebrazione di matrici culturali contrapposte alla tradizione morale radicata nel cattolicesimo.
Una destra conservatrice non ha bisogno di riabilitare istituzioni come la massoneria per legittimarsi: ha, invece, la responsabilità di rifondare il discorso pubblico sui valori autentici della persona, della famiglia, della vita e della comunità, opponendosi alle riduzioni ideologiche che svuotano di senso questi fondamenti.
La sfida per gli uomini e le donne di destra…
La sfida per un centro-destra che voglia definirsi realmente alternativo non risiede nel reinterpretare i tabù storici per il gusto della provocazione, ma nel riproporre una sintesi di verità storica, profondità morale e visione antropologica coerente con la tradizione cattolica e con il bene comune. Solo così si può parlare di vera rinascita nazionale, non come ritorno nostalgico a miti problematici, ma come ricostruzione dei pilastri civili e morali che una società sana deve salvaguardare e trasmettere alle future generazioni.

