Un anno di LOCKDOWN

Lockdown

Il 9 marzo scorso iniziava il lockdown, l’intero paese passò la serata incollato alla televisione con il fiato sospeso. Poco dopo le 20,30, infatti, l’ex premier Giuseppe Conte annunciò la firma del decreto ‘Io resto a casa’.

Non ci sarà una zona rossa, non ci saranno più zona uno e zona due, ma un’ Italia zona protetta’ con queste parole gli italiani venivano a sapere che dal giorno successivo non sarebbero più potuti uscire di casa, se non per comprovate necessità di salute o lavoro.

Un decreto che passerà alla storia, l’Italia piombava definitivamente nell’incubo covid, ed imparava il significato della parola LOCKDOWN.
Un termine inglese che inizialmente pochi conoscevano, si parlava infatti di coprifuoco e quarantena.

Da settimane le notizie sul COVID si ricorrevano. Prima arrivavano dalla Cina, poi sempre più vicine e spaventose.

Imparammo a conoscere Codogno, il paese italiano che per primo venne blindato a causa dell’epidemia.

La mattina successiva, il 10 marzo, l’Italia si svegliò in lockdown, con le strade vuote, in un silenzio assordante

Scattó l’assalto ai supermercati, la ricerca spasmodica di igienizzanti e mascherine, la paura di uscire di casa.
Di quelle prime settimane ricorderemo forse per sempre l’isolamento, le videochiamate con parenti ed amici, il bollettino delle 18 della protezione civile.

Sui balconi si leggeva la famosa frase ‘Andrà tutto bene‘, per farsi coraggio tanti italiani al tramonto si affacciavano alle finestre per cantare; un modo come un altro per scongiurare paura e solitudine.

La didattica a distanza entrò nelle nostre case, con notevoli problemi. I ristoranti vennero chiusi, i parchi, i cinema, i musei e i teatri anche.

Ci ritrovammo soli nelle nostre case

Le chiusure annunciate in quel lontano 9 Marzo sarebbero dovute terminare il 3 aprile, sappiamo tutti che non è andata così.
Ad un anno di distanza, e con più di 100mila morti, l’Italia celebra questo triste anniversario divisa in zone e in attesa dei vaccini che scarseggiano.

Si sta avvicinando un’altra Pasqua, forse un altro LOCKDOWN nazionale, la terza ondata starebbe arrivando al picco.
Il governo sta decidendo cosa fare, forse chiudere il paese nei week end, forse chiuderlo nuovamente tutto.

Ci siamo abituati al coprifuoco delle 22, ai ristoranti chiusi, a non andare più in palestra, alla mancanza di socialità.

Pensiamo con paura al futuro, alla crisi economica devastante che ci ha già investiti insieme all’epidemia. Ma non ci arrendiamo…anche se ormai è certo che no, non è andato tutto bene.

 

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