Ucraina : Corea o Vietnam

Biden non è un vincente

Ucraina : Corea o Vietnam. Queste sono le prospettive che abbiamo realisticamente davanti. La guerra di Corea fu, volgarmente parlando un pareggio. Il Vietnam durò troppo e divenne una sconfitta.

Biden perdente

Non è che fino ad ora la strategia di Joe Biden abbia portato a grossi risultati. Un presidente, al quale dovrebbe ispirarsi in politica estera, è sicuramente Richard Nixon. Ascoltando, un gigante della politica internazionale, l’allora segretario di Stato Henry Kissinger, Nixon gettò le basi per la vittoria della guerra fredda.

Ad un certo punto non si poteva più vincere la guerra del Vietnam. Ma si poteva disallineare la Cina di Mao, con l’Unione Sovietica. E questo permise nel lungo corso di avere la meglio sul mondo comunista.

Biden è riuscito a fare tutto il contrario. Ha rinsaldato nuovamente l’asse russo cinese. Perché se i cinesi non vogliono una Russia troppo forte, di certo non desiderano la vittoria occidentale. Saremmo noi a quel punto ad insediarli su due fronti.

Corea o Vietnam?

La scelta non è felice, ma è l’unico bivio al quale siamo davanti. Ormai non si può più pensare che la Federazione Russa sia disposta ad abbandonare la Crimea, il Donbass, il Donetsk e Lugansk. Ormai andranno avanti fino alla fine, come non è ipotizzabile che l’Ucraina vinca la guerra.

Per vincere dovrebbe sbaragliare non solo i russi, ma essere disposta ad entrare in territorio Russo. Ed al di là della possibilità pratica di farlo, questo comporterebbe una reazione magari con armi molto peggiori delle attuali. A quel punto, mettendo l’occidente davanti alla  impossibilità di intervenire, salvo il rischio di scatenare un olocausto nucleare.

Poco è meglio di niente

Purtroppo, non è entusiasmante il risultato migliore che si potrà ottenere per l’Occidente. Donbass, Donetsk e Lugansk verranno di fatto annesse alla Russia, creando su quei confini un nuovo trentottesimo parallelo ed una zona demilitarizzata a sicurezza congiunta. Magari senza neanche un trattato di pace, ma solo con un’armistizio. Quindi con una guerra formalmente non chiusa. Scenario coreano.

Peggio però una ritirata come a Saigon, con l’ambasciata americana che viene chiusa mentre tracolla il regime filo occidentale. Un qualcosa che potrebbe ricordare la tragica e rocambolesca fuga di Kabul dopo vent’anni spesi per istituire una repubblica, che si è sciolta come neve al sole al primo urto. Scenario dal nuovo Vietnam.

Sempre che si voglia escludere, come spero un po’ di raziocinio ancora costringa tutti a fare, la guerra nucleare.

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