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Home L'Editoriale

Tregua USA-Iran: necessaria un’estensione al Libano, ma con il disarmo di Hezbollah

di Alessandro Scipioni
10 Aprile 2026
In L'Editoriale
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E pace sia
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Tregua USA-Iran: necessaria un’estensione al Libano, ma con il disarmo di Hezbollah

L’accordo di cessate il fuoco temporaneo tra Stati Uniti e Iran segna un tentativo concreto di allentare le tensioni dirette nel Golfo, eppure appare fin da subito fragile se non viene esteso in modo coerente a tutti i teatri collegati. In queste ore il Libano paga un prezzo altissimo: gli attacchi israeliani hanno provocato centinaia di morti in una sola giornata, la più sanguinosa dall’inizio dell’escalation, aggravando una crisi umanitaria già devastante con migliaia di sfollati, infrastrutture distrutte e una popolazione esausta

Le posizioni europee, in particolare quella espressa dal presidente francese Macron, mettono in evidenza un principio chiaro: una pausa parziale non basta a garantire stabilità. Per risultare credibile e duratura, la tregua deve coprire ogni area di confronto, evitando che soluzioni frammentate lascino aperta la porta a nuove spirali di violenza.

Lasciare fuori il fronte libanese mentre si discute di nucleare, missili e libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz significa lasciare intatta la capacità di un attore come Hezbollah di riattivare il conflitto su scala più ampia

Allo stesso tempo, però, questa esigenza di inclusività non può ignorare la questione della sicurezza di Israele.

Un cessate il fuoco bilanciato richiede necessariamente un impegno concreto per il disarmo di Hezbollah nella zona a sud del fiume Litani

Il gruppo, armato e addestrato nell’ambito dell’“asse della resistenza” sostenuto dall’Iran, ha violato per anni la risoluzione ONU 1701, minacciato direttamente il confine israeliano e di fatto limitato la sovranità stessa di Beirut.

Senza un ridimensionamento militare verificabile – con il pieno dispiegamento dell’esercito libanese e meccanismi di monitoraggio internazionale – ogni interruzione dei combattimenti rischia di rivelarsi soltanto una pausa tattica, pronta a saltare alla prima occasione

Israele ha fatto un passo significativo autorizzando negoziati diretti con il governo libanese proprio su questo punto: normalizzazione dei rapporti e smantellamento delle infrastrutture militari di Hezbollah. Si tratta di un’apertura importante, che però avviene mentre le operazioni contro il gruppo proseguono, perché Tel Aviv considera la minaccia troppo grave per fermarsi senza garanzie solide.

Dall’altra parte, l’insistenza iraniana affinché la tregua includa anche il Libano appare spesso più come strumento di pressione per tutelare il proprio alleato che come reale volontà di de-escalation

Una via d’uscita realistica deve quindi tenere insieme due priorità: porre fine immediata alla sofferenza della popolazione civile libanese, che rende impossibile qualsiasi ricostruzione e convivenza futura, e introdurre misure concrete e controllabili di disarmo.

Coinvolgere attori come la Francia, l’Egitto o forze ONU per vigilare sull’applicazione della risoluzione 1701 potrebbe contribuire a creare fiducia reciproca

In definitiva, estendere la tregua USA-Iran anche al Libano è indispensabile per evitare che l’intesa si sgretoli rapidamente. Ma questa estensione ha senso soltanto se accompagnata da progressi tangibili verso il disarmo di Hezbollah.

Senza questa condizione, il Medio Oriente resterà prigioniero di un ciclo di violenza intermittente, dove la sicurezza di uno si traduce inevitabilmente nell’instabilità di tutti

I prossimi giorni di colloqui a Islamabad diranno se prevarrà la logica delle soluzioni parziali o quella di una stabilizzazione davvero complessiva e sostenibile.

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Tags: GUERRAIN EVIDENZAIRANISRAELELIBANO
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