Tolleranza zero contro la violenza. La sicurezza è il primo pilastro della democrazia
Le immagini e le notizie che giungono dalle manifestazioni delle ultime ore ripropongono con urgenza un tema fondamentale per la tenuta del nostro Paese: il confine netto e insuperabile tra il diritto di protesta e la violenza di piazza. In uno Stato democratico, chi devasta le città, aggredisce le forze dell’ordine o distrugge beni pubblici e privati non sta esercitando una libertà ideologica o politica. Chi compie questi atti non è un manifestante, è un criminale.
La Costituzione italiana parla chiaro ed è inequivocabile: l’articolo 17 garantisce a tutti i cittadini il diritto di riunirsi “pacificamente e senza armi”
Tutto ciò che esula da questo perimetro esce dalla tutela costituzionale. Chi sceglie la strada della devastazione e del caos perde automaticamente qualsiasi diritto a invocare la scusante della libertà di opinione o di pensiero.
Chi vuole manifestare le proprie idee in maniera democratica, pacifica e nel rispetto delle leggi, io lo rispetto!
E sono io il primo difendere il suo diritto di parlare anche se dice cose antitetiche alle mie. Soprattutto se dice cose antitetiche alle mie! Perché questa è la democrazia
Ma non prenderò mai le difese di chi va a spaccare le città e la ad aggredire gli agenti.
La violenza non è un’opinione, e la libertà d’espressione non può in alcun modo diventare uno scudo per coprire reati o per giustificare atti vandalici
Ci troviamo di fronte a un disegno oggettivo e destabilizzante, pianificato per instillare il disordine e colpire il tessuto civile ed economico delle nostre città. A questa deriva è doveroso reagire con fermezza e senza alcuna timidezza istituzionale.
Le tesi che accusano il governo o la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni di autoritarismo per il solo fatto di difendere la legalità si rivelano del tutto prive di fondamento. Difendere il diritto alla sicurezza e tutelare i cittadini non significa reprimere la democrazia, ma garantire che essa continui a esistere
È democratico garantire che un lavoratore o un commerciante non debba trovarsi la vetrina spaccata al mattino. E occorre essere intellettualmente onesti: le violenze di piazza non colpiscono indefiniti “ricchi”, ma devastano indiscriminatamente le attività e le proprietà di cittadini comuni, piccoli esercenti e comunità che sul proprio lavoro costruiscono il proprio futuro.
In questo scenario, la linea di rigore intrapresa, l’azione tempestiva delle forze dell’ordine, i fermi e i nuovi strumenti normativi messi in campo si stanno dimostrando necessari ed efficaci
Sono serviti ad arginare e contenere una minaccia concreta per l’ordine pubblico. Garantire il rispetto delle leggi è un principio equo e sacrosanto, perché la legge tutela in primo luogo i più deboli. Non si può permettere che una minoranza di violenti tenga in ostaggio l’intero Paese.
L’Italia ha oggi la necessità e il diritto di presentarsi come una nazione governata con stabilità, un Paese in cui le regole non sono opzionali ma rappresentano l’unica vera garanzia di sicurezza e libertà per tutti.
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