Tasse, energia, sicurezza: la fase decisiva
Si deve fare in fretta.
La nostra cara Giorgia sarà in Parlamento il prossimo 9 aprile per annunciare l’avvio della “fase 2” dell’azione di governo.
Che dire? Alleluia.
Segno che il tempo per l’elaborazione del lutto dopo la sconfitta referendaria si è esaurito e adesso ci si rimbocca le maniche per affrontare i problemi che preoccupano la vita degli italiani.
Occorre innanzitutto tracciare una rotta che deve indicare la destinazione che si intende raggiungere una volta lasciate le acque sicure del lettino dello psicanalista
Per rilanciarsi, il Governo Meloni non deve cadere nell’errore del “vasto programma”.
Ciò che serve è una lista composta di tre, massimo quattro cose da fare per portare la legislatura alla sua scadenza naturale.
Prima ancora, il Governo decida di non farsi portare a spasso dall’opposizione, che vorrebbe trasformare il racconto della guerra Stati Uniti-Israele-Iran in una telecronaca in stile tutto il calcio minuto per minuto.
Per zittire le opposizioni che rompono il cazzo su un Italia che con Giorgia Meloni sarebbe divenuta succube di Donald Trump, un Italia che non conterebbe nulla nel mondo, e cose del genere
Allora la domanda è: cosa deve fare il Governo per riconquistare o confermare la fiducia del suo elettorato?
Mi verrebbe da rispondere: deve fare la destra.
Nel governo ci dovrebbe essere più destra e meno moderatismo molliccio.
Una priorità deve essere alleggerire gli italiani dal peso della pressione fiscale.
Meno tasse, in particolare per il ceto medio, significa liberare risorse da destinare ai consumi e, per chi fa impresa, agli investimenti
Contrariamente a quanto pensino e dicano quei cretini della sinistra solo la maggiore ricchezza dei cittadini può aiutare lo Stato a liberarsi del peso eccessivo del debito pubblico contratto.
Ma la ricchezza non cade dal cielo ne’ si crea per decreto: la si produce.
E un Governo che abbia a cuore il destino della nazione deve porsi come imperativo categorico di agire per tagliare quanti più lacci burocratici, normativi e finanziari possibili leghino le mani a chi questa ricchezza la dovrebbe produrre.
Ma anche lavorare su energia, sicurezza, questione Hormuz
Al termine della legislatura mancano poco più di 13 mesi.
Rimanere concentrati su questi temi che ho indicato coprirebbe ampiamente l’arco temporale a disposizione del Governo per completare il suo mandato.
Quanto basta per presentarsi agli elettori e chiedere loro la fiducia per altri 5 anni
E ancor più, per avere i numeri sufficienti a eleggere nel 2029 un nuovo Presidente della Repubblica che non sia, come i suoi predecessori negli ultimi 30 anni, espressione della sinistra.
Sto chiedendo troppo?
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