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Home Attualità

Squadrismo rosso contro La Stampa. Il cortociruito della sinistra pro pal

di Kishore Bombaci
30 Novembre 2025
In Attualità
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otto settembre
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Squadrismo rosso contro La Stampa. Il cortociruito della sinistra pro pal

I compagni pro pal, a Torino, durante lo sciopero generale di Venerdì, assaltano La Stampa, con lanci di letame, scritte inneggianti all’Imam Shahin cacciato perché esaltava il 7 ottobre e devastazioni varie.

Un bilancio squadrista niente male e un atto di intimidazione degno del miglior fascismo anni ’20 che squarcia il mondo di sinistra di cui tanti gli aggressori quanto gli aggrediti sono parte integrante

Ciò proprio con riferimento alla questione palestinese e l’odio vomitato in questi anni contro Israele.
La domanda dunque nasce spontanea:

Ci sono o ci fanno ?

O magari tutti e due.

Certo per sostenere l’imam antisemita tanto normale non si deve essere ma d’altra parte che altro aspettarsi da chi si fa portavoce di uno stato sostanzialmente inesistente, o starnazza di presunti genocidi o ancora confonde una organizzazione terroristica con una forza resistenziale?

Ma che addirittura ci si spingesse fino all’attacco squadrista contro la redazione de La Stampa francamente era abbastanza impensabile

Al grido “giornalista sei il primo della lista” queste anime belle, sedicenti pacifiste, sempre schierate a favore degli oppressi, decidono di opprimere la libertà di stampa. Una stampa peraltro che ha espresso in questi anni idee simili contro Israele avallando le ricostruzioni pro pal più spinte.

Certo un conto è scrivere un conto è assaltare città

Però siamo onesti! non annacquiamo la realtà in inutili ipocrisie. La Stampa, assieme ad altri giornali di centrosinistra, in questi anni è stata latrice delle peggiori teorie contro Israele, di fatto, accogliendo le ricostruzioni faziose di chi oggi l’ha assaltata.

Ricostruzioni fantasiose che esprimono quella visione antisemita che coinvolge tanto le istituzioni torinesi quanto quella stessa sinistra che oggi piange l’ attacco alla liberta di stampa

Un connubio piuttosto curioso quello che lega il quotidiano, il centro sociale di Askatasuna e il centrosinistra torinese.
Quest’ultimo considera il suddetto centro sociale come un bene culturale della città e fa di tutto per regolarizzare la posizione di illegalità in cui versano da anni gli antagonisti.

Addirittura, ne esprime personalità in Giunta

Askatasuna, da canto suo, da tempo immemore ormai è il motore principale della violenza politica in città e non solo. Dalle manifestazioni contro la TAV alla guerra di Gaza ogni motivo è buono per scatenare la violenza cieca e vandalica contro persone e cose, nella silente connivenza dei propri sponsor politici.

Tutti saldati nell’ odio anti israeliano e tutti difensori del terrorismo palestinese contrabbandato per Resistenza tanto per acchiappare qualche pollo ancora rimasto agli anni 40

E a latere un quotidiano che si è sempre più schiacciato sulle medesime posizioni ideologiche rinunciando a ogni dovere di verità per assecondare la deriva antisemita.

Oggi questo disagio mentale esplode in modo fratricida e autocannibalizzante.
Una violenza fascista da parte di chi si definisce antifascista (altro bias cognitivo) che si scaglia contro l’alleato oramai nemmeno percepito come tale in un rigurgito rivoluzionario rosso che usa metodi violenti come cifra distintiva.

Si fa davvero fatica a comprendere ma cionondimeno non si può che confermare quello che andiamo dicendo da tempo

Questi pro pal sono i nuovi fascisti (ma sarebbe meglio dire comunisti ), revisionisti del passato e del presente, intrinsecamente violenti e antidemocratici.

Il tutto con la complicità di una sinistra che su Gaza non può nascondere le proprie responsabilità morali che oggi paradossalmente accomunano gli aggressori aggrediti e sponsor politici e istituzionali.

Forse Emanuele Fiano invece di voler censurare case editrici a lui sgradite con la sempre verde accusa di Fascismo dovrebbe guardare nella sua area politica e dire qualcosa su questi fatti perche (mi pare) che ancora una volta abbia sbagliato target nell’individuare il vero Fascismo odierno

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Tags: Black blockGiornalistiIN EVIDENZALA STAMPAPALESTINA
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