Speculazione sui prezzi dei carburanti e la minaccia di una “tassa punitiva”
“Faremo tutto quello che possiamo per impedire che si speculi sulla crisi, compreso, se necessario, recuperare i proventi della speculazione con una maggiore tassazione delle aziende che ne fossero responsabili”.
Queste le parole pronunciate dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni al Senato, in risposta all’allarme sui rincari dei carburanti
La buona volontà del Governo è comprensibile, in un momento di tensione economica dove i prezzi alla pompa pesano sulle tasche di famiglie e imprese. Tuttavia, sorge più di un dubbio sulla reale efficacia di tale minaccia come deterrente contro la speculazione. Immaginate: aziende petrolifere accusate di pratiche scorrette o addirittura di aggiotaggio – illeciti penali che meriterebbero sanzioni mirate e procedimenti giudiziari – punite non con multe o condanne, ma con un semplice aumento delle tasse. Una soluzione bizzarra, che confonde il piano penale con quello fiscale, e francamente preoccupante.Non si tratta solo di un’idea stravagante: introduce un precedente pericoloso. Una “tassa sulla speculazione” implicherebbe un intervento discrezionale dello Stato, con il rischio di arbitrio e di un uso politico della leva fiscale. Dove finisce la lotta alla speculazione e dove inizia la caccia alle streghe contro imprese già alle prese con volatilità dei mercati internazionali? Piuttosto che inventare strumenti ibridi e confusi, il Governo farebbe bene a rafforzare i controlli dell’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) e a promuovere trasparenza nelle catene di fornitura, come già previsto dalla normativa europea.Prendiamo atto, con tristezza, di questa vaghezza istituzionale e giuridica da parte del nostro Premier. Parole da comizio in piazza, lontane dalla precisione che ci si attende da chi guida il Paese. Siamo preoccupati non solo per la credibilità del Governo, ma soprattutto per i consumatori e le aziende: in un’Italia già provata da inflazione e crisi energetica, servono azioni concrete, non proclami fumosi.
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