Silvio Berlusconi al Colle? Perché no?

silvio berlusconi

Silvio Berlusconi al Colle? Se fosse per me non ci sarebbe il minimo dubbio: il Capo dello Stato dovremmo scegliercelo direttamente noi italiani. Però nell’attuale contesto debbo essere realista ed accettare che verrà eletto ancora tramite un accordo tra partiti.

Speriamo sia l’ultima volta che il popolo italiano viene esautorato del diritto di eleggerselo.

Chi entra in conclave Papa ne esce cardinale solitamente, però ogni regola ha la sua eccezione. Il centrodestra manda avanti il nome Silvio Berlusconi. Sarà una strategia? Sarà un modo per tirare fuori un altro nome all’ultimo minuto? Comunque questo nome non deve essere escluso per un processo concomitante. Sarebbe veramente triste.

Anche e soprattutto perché la Severino è profondamente incivile. Ad un uomo viene interdetta la possibilità di ricoprire cariche pubbliche, quando ancora la sua colpevolezza non è definitivamente provata in tutti i gradi di giudizio.

Un uomo che ha avuto una grande dignità a rifiutare la perizia psichiatrica voluta dal tribunale. Berlusconi lo si può condividere o non condividere. Ma tutto quello che ha realizzato nella vita esclude per ogni uomo che abbia un minimo di onestà intellettuale, che possa essere pazzo.

Comunque al di là del lato giudiziario la proposta non sarebbe del tutto insensata. In fondo Berlusconi rappresenta la storia del centro destra italiano. Coalizione maggioritaria nel paese. Che poi le alchimie parlamentari possano partorire qualunque cosa, è una verità che non stupisce.

Dal 1992 l’inquilino del Colle è persona gradita al centrosinistra

Questo lede l’immagine di un istituzione che va sentita come rappresentativa di tutto il paese. Ovviamente le singole persone a ricoprire la carica sono state più o meno capaci di diventare autorevoli rappresentanti di tutto il popolo italiano. Però il sistema di elezione è importante, perché deve guardare con lungimiranza ad unire più che a dividere.

Pensiamo che il primo a succedere ad Umberto II di Savoia fu Enrico De Nicola, uomo di note simpatie monarchiche, proprio per dare un segnale a quegli italiani che non avevano votato la repubblica, di inclusione in essa. O pensiamo alla lungimiranza dei democristiani quando elessero Einaudi, esponente liberale, ossia di un partito che aveva ottenuto poco più del 3% alle elezioni politiche per la camera dei deputati. O quando vollero appoggiare il socialdemocratico Saragat ed il Socialista Pertini; figure rappresentative di formazioni politiche non predominanti.

Ora comunque Berlusconi ha ricoperto per molti anni la carica del Presidente del Consiglio, è stato un imprenditore simbolo del sogno italiano, il punto di riferimento di moltissime persone. È sicuramente un protagonista della storia della repubblica, estromesso in funzione di una sentenza dalle istituzioni. Le sentenze si rispettano.

Però è sempre triste per la democrazia che non siano le urne a decidere. Se questa volta dovesse sedere al Colle un uomo che rappresenta, non il leader attuale, ma il leader storico di una formazione politicamente predominante nel paese, questo sarebbe un rafforzamento delle istituzioni, del quale l’Italia ha bisogno in un momento simile.

 

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