Sicurezza scoperta in TV, negata in città: l’ipocrisia politica del sindaco Funaro
FIRENZE. Finalmente, in una delle trasmissioni televisive più seguite, la sindaca di Firenze Sara Funaro ha ammesso ciò che la destra italiana ripete da anni: nelle città italiane serve sicurezza, serve presenza delle forze dell’ordine, servono divise in strada perché i cittadini possano sentirsi protetti.
Una dichiarazione di popolo e di buon senso, apparentemente in rotta con una narrativa locale che finora aveva fatto dell’idea opposta una bandiera ideologica
Questa improvvisa conversione mediatica arriva tuttavia dopo anni di respingimenti burocratici e politici di ogni proposta concreta per rafforzare la sicurezza urbana. In aula, a Palazzo Vecchio, quando un consigliere di opposizione ha presentato una mozione per aumentare i presidi delle forze dell’ordine nelle aree più difficili, quella proposta è stata bocciata di schianto dalla maggioranza di centro-sinistra. Lo stesso gruppo politico che oggi, davanti alle telecamere, invoca la necessità di “divise in strada” ha respinto sul piano locale gli strumenti che avrebbero potuto tradurre quella affermazione in realtà.
È il tipico doppiopesismo politico che confonde e tradisce le aspettative dei cittadini: davanti alle telecamere il sindaco parla di sicurezza come di un imperativo civico, ma nell’aula comunale si vota contro le misure che tradurrebbero quelle parole in fatti concreti
Se le divise “servono davvero”, la domanda è semplice e scomoda: perché allora bocciare chi chiedeva di portarle davvero nelle strade di Firenze?
Questa contraddizione non è un dettaglio.
È il sintomo di un’amministrazione che ha preferito per anni negare la realtà pur di difendere una narrazione ideologica: quella per cui la presenza massiccia di Polizia, Carabinieri e altri reparti dello Stato equivarrebbe a una “militarizzazione delle città”, un concetto che nella retorica di sinistra è stato ripetuto ad oltranza come un mantra
Ed è proprio qui che si incunea l’ennesimo paradosso: mentre ogni giorno si leggono segnalazioni e lamentele di cittadini stanchi di sentirsi insicuri, il Comune continua a limitarsi a soluzioni simboliche, lontane dall’intensificare realmente i controlli e la deterrenza.
Un esempio: progetti di rigenerazione urbana sono importanti — nessuno lo nega — ma quando il cittadino esce di casa la mattina e teme per la sua incolumità, le “riqualificazioni” non bastano a coprire le falle di un sistema di sicurezza che resta fragile.
Se la sicurezza è un elemento imprescindibile per la libertà dei cittadini e per lo sviluppo delle città — come lo è — allora chi amministra non può limitarsi ad applaudire alle proprie parole in televisione
Altrimenti quelle dichiarazioni davanti alle telecamere restano un semplice spot elettorale, una retorica vuota che nulla ha a che vedere con la realtà quotidiana dei fiorentini.
La sinistra fiorentina dovrebbe chiedersi se negare la sicurezza reale per difendere una narrazione ideologica sia davvero il miglior servizio da rendere ai propri cittadini
Perché al di là delle slide e dei progetti di rigenerazione, se i fiorentini non si sentono sicuri, non vivono bene, non investono, non lavorano e non crescono.
