Siamo alle solite

Siamo alle solite

Orde di barbari, maranza, la più becera teppa rossa e pro-pal, sono usciti dalle loro tane, hanno messo a ferro e fuoco le nostre città, e aggredito le nostre Forze dell’Ordine.

Devastazioni, negozi assaltati, vetrine distrutte, caos e violenza tipiche dei maleodoranti topi dei cessi sociali.

Fossimo in un paese più o meno serio, le forze dell’ordine riceverebbero l’ordine di reprimere duramente qualsiasi violenza.

Ma non e’ così, perché non siamo un paese serio.

Le quisquilie costituzionali e i cosiddetti “diritti” dovrebbero essere sospesi per questi delinquenti

Ogni volta vediamo sempre le stesse scene: la teppa carica, le Forze dell’ordine indietreggiano.

Sono scene viste decine e decine di volte quelle di agenti feriti e sanguinanti perché impossibilitati ad intervenire.

Gli idranti non possono essere usati, le pallottole di gomma neanche, i taser neanche a parlarne, non sia mai becco un malato di cuore vado pure in galera per omicidio

E il ferro, ma dai non scherziamo, assolutamente da escludere, meglio utilizzare le pistole ad acqua.

E’ storia vecchia, oramai: Fino a quando non vengono modificate quelle che vengono chiamate “regole d’ingaggio” vedremo sempre le forze dell’ordine ostaggio dei delinquenti, aggredite dai violenti e teste di agenti e funzionari sanguinanti.

Le forze dell’ordine devono non solo difendere se stesse ma devono tutelare la comunità e l’ordine pubblico dalla minaccia rappresentata da questi malviventi.

E per poterlo fare nel migliore dei modi devono avere le mani libere non solo per utilizzare il manganello, ma soprattutto devono sempre avere il dito sul grilletto.

Il “ferro” deve essere usato, altrimenti arrugginisce

Le belle parole di solidarietà da parte del governo, della serie “Noi stiamo con le Forze dell’Ordine”, pronunciate ogni volta come un disco rotto, sono fuffa, aria fritta, parole inutili, prese per i fondelli.

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