Senza giovani non c’è futuro: il grido dell’inverno demografico
PER REALIZZARE che stiamo ormai andando verso una società formata da sempre meno giovani, non c’è bisogno della sfera di cristallo.
Stiamo vivendo un profondo inverno demografico che affonda le proprie radici in una visione pessimistica del futuro, ma non solo
Siamo sempre più orientati verso una vita disposta a sempre meno sacrifici.
Attratta dal sensazionale, dal tutto e subito, dalla carriera, dal successo.
Attratta dal sensazionale, dal tutto e subito, dalla carriera, dal successo.
La famiglia non è più la priorità anzi, ha perso quella forza che la rendeva il caposaldo attorno cui fare ruotare le scelte, le speranze, le sicurezze.
È sempre sotto attacco, si cerca di demolirla e al posto suo di costruire nuclei discutibili, incapaci di dare stabilità.
LA NECESSITÀ DI FERMARCI E DI RIFLETTERE diventa quindi indispensabile per evitare il declino
È doveroso, per offrire soluzioni, intervenire con politiche continuative non solo parziali, non tappabuchi momentanei.
E la responsabilità è di tutti, come ha ricordato il presidente della Repubblica Mattarella il 27 novembre durante la giornata nazionale della natività.
(www.quirinale.it elementi/145212).
In questa occasione il Capo dello Stato ha fatto presente la profonda crisi con la quale ci troviamo a fare i conti, evidenziando che adesso “i giovani sono pochi come mai prima”.
Ha ricordato che il Paese ha bisogno di vita nuova per rigenerarsi, palesando una difficoltà che non è fatta solo di numeri ma anche della mancanza di risposte di un mondo che non riesce più a prendersi cura delle nuove generazioni.
È indispensabile, ribadisce il presidente, che si torni a sostenere la famiglia proteggendo la maternità, i bambini e i giovani e affida questo compito alla Repubblica
Anche la Chiesa deve essere protagonista al fine di allentare questa morsa che ci sta traghettando lentamente verso l’estinzione.
Tra le nuove generazioni sta venendo meno la speranza, la fiducia nel futuro e i dati demografici ne sono la prova con le disastrose conseguenze che ne derivano e che investono più fronti: la scuola, il lavoro, la sanità ecc.
Tra le nuove generazioni sta venendo meno la speranza, la fiducia nel futuro e i dati demografici ne sono la prova con le disastrose conseguenze che ne derivano e che investono più fronti: la scuola, il lavoro, la sanità ecc.
È indispensabile perciò intervenire con aiuti concreti ma continuativi che restituiscano ai ragazzi la voglia di sperare nel futuro
LA CHIESA RIVESTE UN RUOLO importante in questa rinascita e lo deve rendere manifesto restando ancorata al proprio credo, il quale corrisponde al messaggio di salvezza portato da Gesù.
Guardando alla vita come ad un dono prezioso di cui prendersi cura e alla famiglia come custode di questo tesoro.
Alzandosi in piedi ogni qualvolta la vita venisse minacciata sia con l’aborto che con l’eutanasia.
Guardando alla vita come ad un dono prezioso di cui prendersi cura e alla famiglia come custode di questo tesoro.
Alzandosi in piedi ogni qualvolta la vita venisse minacciata sia con l’aborto che con l’eutanasia.
Quando la dignità dell’uomo, della donna, del bambino viene calpestata, ad esempio con la maternità surrogata che trasforma la gestazione in un servizio negoziabile, riducendo la vita a mero commercio
SIAMO ATTUALMENTE DIFRONTE ad una nuova dimensione del diritto.
Il diritto alla libertà di coscienza, di espressione, alla libertà religiosa, alla vita vengono meno in nome dei nuovi diritti imposti, che assumono caratteristiche autoreferenziali, perdendo così di vista la relazione con la vera natura delle cose.
Ecco che allora abortire diventa un diritto, decidere di morire se anziani soli e malati diventa un diritto, la maternità surrogata diventa un diritto.
Il diritto alla libertà di coscienza, di espressione, alla libertà religiosa, alla vita vengono meno in nome dei nuovi diritti imposti, che assumono caratteristiche autoreferenziali, perdendo così di vista la relazione con la vera natura delle cose.
Ecco che allora abortire diventa un diritto, decidere di morire se anziani soli e malati diventa un diritto, la maternità surrogata diventa un diritto.
A fronte di queste fragilità però, la società deve attivarsi per offrire soluzioni di vita non di morte
La sofferenza, che è parte dell’ esistenza di tutti, va “consolata” attraverso politiche solidali che incoraggino a guardare al futuro con ottimismo.
È PIÙ CHE MAI NECESSARIO infine rimettere insieme i pezzi della famiglia frantumata. Ristabilire i sani principi che hanno fatto di lei una forza. Riscoprire i valori che hanno reso i nuclei familiari capaci di fare fronte alle situazioni più ostiche, valori quali la pazienza, l’ amore, la solidarietà
La sfida di adesso è proprio questa: FARE RIFIORIRE LA FAMIGLIA.
Angela D’Alessandro
Prolife insieme
www.prolifeinsieme.it
Leggi anche:
