• Politica
  • Attualità
  • Cultura
  • Cronaca
  • Relax
  • Sport
oAdHoc News Quotidian
  • Politica
  • Attualità
  • Cultura
  • Cronaca
  • Relax
  • Sport
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Politica
  • Attualità
  • Cultura
  • Cronaca
  • Relax
  • Sport
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
AdHoc News Quotidiano
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home Cultura

Sangue e Melodia: la Banda della Magliana sale sul palco del Maggio Fiorentino

Nicola Piovani e Giancarlo De Cataldo firmano la prima mondiale dell'opera lirica "Romanzo Criminale"; regia di Massimo Popolizio. Il sovrintendente Fuortes: "abbiamo investito molto su questa produzione "

di Domenico Del Nero
21 Ottobre 2026
In Cultura
0
Sangue e Melodia: la Banda della Magliana sale sul palco del Maggio Fiorentino

foto di Michele Monasta (Fonte: Uffixio Stampa MMF)

26
VISITE
CondividiTwitta

Una conferenza stampa in un teatro d’Opera alla presenza del librettista e del compositore di un melodramma? Qualche malevolo potrebbe pensare a una seduta spiritica, ma non è affatto così: contrariamente a quanto si possa pensare, il mondo dell’Opera Lirica è vivo e vitale, anche se le novità non trovano facilmente la via del palcoscenico. E così il Maggio Musicale Fiorentino stupisce ancora, facendo salire sul blasonato proscenio operistico una vicenda che ha già conosciuto diverse trasposizioni in spettacolo: quella di Romanzo Criminale, con l’autore del romanzo Giancarlo De Cataldo come librettista e Nicola Piovani in qualità di compositore.

Le date e il cast d’eccezione

Romanzo Criminale debutta dunque in prima assoluta mondiale venerdì 23 ottobre alle ore 20 nella sala principale del Teatro del Maggio; repliche domenica 25 ore 15.30, mercoledì 28 ore 20 e sabato 31 ore 17.

Altra occasioni non proprio consueta: poter vedere un autore dirigere le proprie musiche. Il compositore Nicola Piovani condurrà infatti l’orchestra e il coro del Maggio; per la regia un altro nome eccellente, quello di Massimo Popolizio. In scena un cast lirico di grandi interpreti per i personaggi a loro affidati: Vanessa Goikoetxea, che torna a distanza di un anno dal successo del Macbeth dello scorso ottobre, veste i panni di Patrizia, l’affascinante prostituta che fa da voce narrante della storia; il Dandi è interpretato da Anthony Ciaramitaro, il commissario Scialoja è Matteo Desole; Toni Nežić veste i panni del Terribile; Carlo Raffaelli è il Libanese; il Bufalo è interpretato da William Hernández; il Freddo da Alberto Petricca e Valentina Pernozzoli veste i panni della Madre del Libanese. Completano il cast, nella parte di Gemito Davide Zaccherini, mentre Una giovane prostituta è interpretata da Ilaria Monteverdi.

Il maestro del Coro del Maggio è Lorenzo Fratini. Le scene sono di Margherita Palli, i costumi di Silvia Aymonino, le luci sono curate da Pasquale Mari, la coreografia da Michele Abbondanza e le immagini da Jacopo Stoppa. Dopo le recite fiorentine l’opera sarà rappresentata nel 2027 all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma. L’opera sarà trasmessa da Rai Cultura in prima serata su Rai 3 venerdì 23 ottobre, alle 21.20, la sera stessa della prima. La regia televisiva è di Claudia De Toma.

La genesi: dalla pagina scritta allo schermo

Nella presentazione dell’opera avvenuta alcuni giorni fa in teatro, alla presenza degli autori, del regista e degli interpreti, il capo ufficio stampa Paolo Klun ha ricostruito la genesi di questo spettacolo, nato da un romanzo destinato a una grande fortuna non solo editoriale: “Circa 25 anni fa appare un libro che diventa subito un cult, nel 2005 arriva il film di Michele Placido prodotto da Cattleya destinato anch’esso a un grande successo, poi tra il 2008 e il 2010 la serie tv – due stagioni per 22 episodi – prodotta sempre da Cattleya in collaborazione con Sky Cinema. Ora grazie allo “impresario” Carlo Fuortes, come lo ha definiert Piovani, il cerchio si chiude e Romanzo Criminale arriva anche sul palcoscenico teatrale. Secondo De Cataldo mancherebbe a questo punto soltanto la graphic novel, ma se consideriamo i disegni di Jacopo Stoppa che commentano l’azione in palcoscenico possiamo dire che ci sia anche quella e il quadro sia veramente completo.”

In principio dunque fu un’opera narrativa: Romanzo Criminale è per l’appunto una narrazione firmata dalla penna di Giancarlo De Cataldo, ex magistrato e giudice della Corte d’assise di Roma. Pubblicato da Einaudi nell’autunno del 2002, Romanzo Criminale ripercorre attraverso la storia della Banda della Magliana oltre un decennio di storia del nostro paese, a partire da uno degli eventi spartiacque della seconda metà degli anni ‘70 – ossia il sequestro di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse – fino a toccare i primi anni ’90, andando a sfiorare il periodo di Tangentopoli e del cosiddetto crollo della Prima Repubblica. La banda del romanzo di De Cataldo, proprio come avvenuto nella realtà, nasce in modo quasi fortuito quando il Libanese e i suoi soci incontrano la batteria del Freddo: dopo qualche momento di tensione i due capi batteria si accordano e, unendo le forze dei respectivos gruppi, accomunati da una visione molto simile su come espandere i loro affari e soprattutto il loro potere, danno origine a una “super batteria” criminale il cui progetto è di prendere il controllo su tutta Roma.

La sfida del contemporaneo: l’investimento del Maggio

De Cataldo oggi è presente in veste di librettista, come ha spiegato il Sovrintendente del Maggio Carlo Fuortes, vero “demiurgo” dell’operazione: “Ero e sono fermamente persuaso che Romanzo Criminale potesse essere una storia in grado di raggiungere il palcoscenico dell’opera lirica per poter parlare al pubblico di oggi – dice il sovrintendente Carlo Fuortes – la mia convinzione è che un’opera deve saper comunicare, coinvolgere ed emozionare. Romanzo Criminale ha tutte queste caratteristiche; è sì una storia profondamente romana ma è anche universale: il racconto di ambizioni, passioni, tradimenti, destini che s’intrecciano con la storia e la memoria collective. Portare una vicenda contemporanea sulla scena dell’opera non è una novità e la grande tradizione del melodramma ce lo insegna con numerosissimi esempi. Per trasformare la vicenda ho pensato a una squadra d’eccezione: Giancarlo De Cataldo, autore del romanzo, che ne ha firmato il libretto portando sul palcoscenico l’anima e la forza dei suoi personaggi; Nicola Piovani che con la sua eccezionale versatilità e la sua rara sensibilità musicale sa dare voce alla complessità delle emozioni; e Massimo Popolizio, la cui profonda conoscenza di Roma, la sua esperienza teatrale e il suo rapporto con questa vicenda, già interpretata sul grande schermo, ne facevano la figura ideale per firmare la regia”.

Così il sovrintendente, che ha anche tenuto a sottolineare: “Come teatro abbiamo investito molto su questa commissione. Spesso l’opera contemporanea si fa riducendo al minimo i budget e i rischi, programmando una sola recita secca o relegandola a sale minori perché si teme la risposta del pubblico. Noi abbiamo voluto rischiare: lo spettacolo è inserito regolarmente in abbonamento, prevede quattro recite e debutta nella sala grande. Il teatro deve continuare a vivere, a parlare al presente e a raccontare il mondo in cui viviamo”.

La parola a Nicola Piovani

La parola al compositore-direttore: “Sentir parlare di ‘prima assoluta mondiale’ mi fa sempre un certo effetto – dichiara Piovani – Nella mia lunga carriera di spettatore, iniziata con le associazioni studentesche, ho notato che spesso alla dicitura ‘prima esecuzione mondiale’ si potrebbe aggiungere ‘e ultima’, perché le seconde esecuzioni sono rarissime. Un compositore spera sempre che la propria creatura continui a camminare, esattamente come un regista si augura che il suo film non si fermi ai festival cinematografici. La mia iniziale perplessità dipendeva dalla necessità di verificare l’intesa con il librettista. Se avessi trovato un autore ingessato o narcisista, non avrei saputo come lavorare. Inoltre, negli ultimi anni ho cercato di riequilibrare la mia attività dedicandomi di più alla musica da concerto rispetto al cinema, dove ho musicato circa 230 film. Finora, i miei progetti di ‘musica assoluta’ (come la chiamava Ennio Morricone) erano sempre nati da mie idee personali. Questa è la prima volta che un impresario mi propone un pacchetto quasi pronto, e mi sono chiesto se sarei stato all’altezza.

L’incontro con Giancarlo De Cataldo mi ha totalmente convinto. Durante il nostro primo incontro gli ho chiesto di portarmi il romanzo, mentre io ho portato il libretto dei Vespri Siciliani di Verdi per mostrargli la struttura metrica. Gli ho chiesto di raccontarmi la trama a parole sue, e nel farlo mi ha illustrato una favola splendida e straordinariamente musicale. Abbiamo costruito l’opera insieme, lavorando quotidianamente al telefono”.

Piovani ha poi aggiunto: “Progettare una nuova opera musicale è un’idea appassionante e gioiosa, ma piena di molti interrogativi e di un po’ di paura. Considero il teatro musicale una delle forme d’arte più alte inventate nei secoli dagli uomini. L’incrocio fra poesia, canto e azione scenica, coniugato con i colori dell’orchestra, ha per me un fascino celestiale e febbrile. Sono felice di aver accettato l’invito di Carlo Fuortes a lavorare nel glorioso Teatro del Maggio e mi fa oltremodo piacere che l’opera verrà anche rappresentata a Roma. Una trama forte e un librettista di valore sono precondizioni perché si possa costruire un’opera musicale e, in questo caso, ci sono tutte e due: Giancarlo De Cataldo, oltre che un grande romanziere, è un connoisseur appassionato d’opera col quale mi sono inteso al volo. Con lui poi c’è Massimo Popolizio che ha lavorato nel realizzare lo spettacolo, nel modo in cui io vorrei che tutti i registi lavorassero. Intraprendiamo questo viaggio teatrale insieme con molto entusiasmo, e l’entusiasmo spesso aiuta. Romanzo Criminale è il titolo di un grande libro e di un grande film. Provare a farlo diventare un’opera all’altezza non sarà facile, ma le scommesse difficili mi affascinano”.

La flessibilità del collettivo secondo De Cataldo

Entusiasta dell’impresa è anche Giancarlo De Cataldo: “Quando ci siamo accordati, Nicola mi ha chiesto: ‘Quanto sei elastico?’. Gli ho risposto: ‘Come Tiramolla’. Non ho alcuna difesa a priori del testo, perché sono convinto che l’opera sia un lavoro collettivo. Persino la scrittura di un romanzo, che si pensa sia l’attività solitaria per eccellenza, vive di passaggi redazionali e del riscontro dei lettori. La felicidade di questo progetto sta proprio nel vedere un’opera collettiva che resterà nel tempo. Romanzo Criminale è sempre stato un format pionieristico: il libro ha rilanciato il genere crime in Italia legandolo alla storia del Paese; il film ha consacrato una generazione di attori; la serie televisiva ha rivoluzionato la serialità italiana. Adesso diventa un’opera lirica. Io sono solo un ingranaggio di questo meccanismo collettivo, che oggi appartiene soprattutto a Nicola, al regista e ai cantanti.

Essere elastici significa mettersi al servizio della musica. Nicola scherza sul nostro lavoro al telefono, ma dietro c’erano riflessioni precise: ad esempio, evitare che una quartina si chiudesse con la vocale ‘U’, che è notoriamente difficile da cantare negli acuti per un soprano, e modificarla in ‘A’. Sono dettagli decisivi per mettere la parola in relazione con la scena. Adesso mi siedo in platea qui al Maggio Musicale Fiorentino in veste di puro spettatore, in attesa di godermi il risultato”.

Il realismo e il Coro Greco di Massimo Popolizio

Infine il regista Massimo Popolizio: “Quando questi due grandi autori mi hanno presentato il progetto, la prima ottima scelta che ho riscontrato è stata quella di non utilizzare il dialetto romano stretto nel libretto, se non per brevi accenni. Il testo è in rima, è cantabile e asseconda perfettamente la musica. Nel mettere in scena un’opera contemporanea ambientata in quell’epoca, non si può fare a meno di raccontare la realtà storica. Non siamo di fronte a una metafora: se in scena si usa una pistola — che a Roma viene chiamata ‘il ferro’ — quella deve essere. All’interno di questi paletti realistici ho dovuto sviluppare l’azione lavorando sulla fiducia dei cantanti, che io considero veri e propri attori. Le loro voci (i bassi, i baritoni, i tenori, i soprani) definiscono i personaggi, ma in questo caso devono anche recitare la situazione con un realismo quasi cinematografico. Ovviamente i colpi e il sangue non sono veri, ma il dolore, le ferite e i cadaveri sul palco devono risultare drammaticamente reali.

La violenza è alla base di questo racconto, ma non si tratta di una violenza puramente locale o di quartiere. Roma e la Magliana diventano il pretesto universale per raccontare il mondo del crimine. Per fare questo abbiamo dovuto operare delle sintesi drammaturgiche molto precise rispetto alle ore di materiale del romanzo. Un elemento fondamentale è il coro, che rappresenta il popolo di Roma. Agisce come un vero e proprio coro greco che commenta gli eventi dalle gradinate di una struttura simile a uno stadio, sempre presente in scena con i suoi 52-54 elementi, fino a intonare un Miserere finale.”

Molta attesa dunque per uno spettacolo che si preannuncia di grande interesse. Molto spazio verrà dato al canto, assicura il compositore, con la musica come melodia infinita che lascerà però spazio a qualche arioso. Si spera che il pubblico premi questa iniziativa del teatro. Come ci ha assicurato il regista, ci saranno sparatorie ma non occorrono i giubbotti antiproiettile, per cui possiamo andare sicuri e si spera numerosi.

La locandina:

Romanzo Criminale
di Nicola Piovani

–

Maestro concertatore e direttore
Nicola Piovani

Regia
Massimo Popolizio

Libretto
Giancarlo De Cataldo

–

Scene Margherita Palli
Costumi Silvia Aymonino
Luci Pasquale Mari
Coreografia Michele Abbondanza
Immagini Jacopo Stoppa
Regista collaboratrice Paola Rota

Assistenti scenografi Marco Cristini e Matilde Casadei
Assistente costumista Rosario Martone
Assistente alle luci Oscar Frosio

Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino
Maestro del Coro Lorenzo Fratini

–

Patrizia Vanessa Goikoetxea
Dandi Anthony Ciaramitaro
Scialoja Matteo Desole
Terribile Toni Nežić
Libanese Carlo Raffaelli
Bufalo William Hernández
Freddo Alberto Petricca
Madre del Libanese Valentina Pernozzoli
Gemito Davide Zaccherini
Giovane prostituta Ilaria Monteverdi

–

Ballerini
Fabio Caputo, Samuel Moretti, Marco Bissoli, Diego Pileggi, Andrea Baldassarri

Figuranti speciali
Chiara Albano, Nicolò Brescia, Francesca Cellini, Luciano Colzani, Matilde Cortivo, Federica Garavaglia, Edoardo Groppler, Giulia Lapini, Stefano Mascalchi, Mauro Milone, Leonardo Paoli, Federico Raffaelli, Dario Tamiazzo, Fabrizio Tiberi, Simone Ticci

Bambini
Gabriele Blandi, Diego Mattia D’Errico, Franco Tortonesi, Arturo Zanforlin

 

 

 

 

 

 

 

.

 

 

Tags: Carlo FuortesGIANCARLO DE CATALDOIN EVIDENZAMAGGIO MUSICALE FIORENTINOMASSIMO POPOLIZIONICOLA PIOVANIROMANZO CRIMINALE
Articolo precedente

CREDO CHE CI SIANO DEI LIMITI

Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Contatti e informazioni AdHoc News
  • Partners & Advertising
  • Privacy policy
  • Cookie policy

© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme.

Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Politica
  • Attualità
  • Cultura
  • Cronaca
  • Relax
  • Sport

© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme.