Rinvio spettacolo al Teatro del maggio Fiorentino : non criminalizzate la cultura russa
È stato rinviato lo spettacolo “Pas de deux for toes and fingers”, previsto al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino per il 20 e 21 gennaio 2026.
Lo spettacolo vedeva come protagonisti Svetlana Zakharova, ballerina classica di fama internazionale ed étoile del Teatro Bol’šoj, e Vadim Repin, violinista russo di livello mondiale
Il rinvio dello spettacolo teatrale russo al Teatro del Maggio Fiorentino è un errore grave: possiamo criticare i governi senza colpire l’arte di un popolo intero?
Possiamo essere favorevoli o contrari alla politica di qualunque Stato, prendercela o meno con i governi. Ma non possiamo ritenere i singoli cittadini responsabili dell’azione di un intero governo, né una cultura colpevole delle scelte politiche. Il recente rinvio dello spettacolo teatrale russo al Teatro alla Scala è proprio questo: un passo pericoloso che confonde piani distinti, colpendo l’arte invece che la politica.
La cultura è interscambio e condivisione, crescita personale ed esaltazione di quello che c’è di bello nell’uomo
È patrimonio di un popolo, ma fondamentalmente anche dell’umanità intera. Quando mai nella storia è stato colpito il patrimonio culturale di un popolo per le azioni di un governo?
Quando gli Alleati erano in guerra con noi, veniva proibito di insegnare Dante?
Veniva impedito agli studenti nei college americani o inglesi di conoscere l’arte di Caravaggio, Leonardo, Michelangelo?
Venivano bandite le opere di Verdi o Puccini?Oppure, ancora di più, quando Hitler era cancelliere della Germania, veniva impedito di leggere Goethe, Novalis? Venivano bandite le opere di Wagner e di Mozart perché di cultura germanica?
Prendersela con la cultura è sempre sbagliato. La cultura va difesa, perché rappresenta un patrimonio incredibilmente vasto.
La Russia è Dostoevskij, Bulgakov, Puškin, Čajkovskij
Non la si può guardare solo sotto l’ottica di Putin o non Putin.Per caso qualcuno ha messo sotto processo la cultura russa al tempo dell’Unione Sovietica? I comunisti italiani proiettavano film e capolavori come La corazzata Potëmkin, esaltavano il realismo sovietico, che era parte strutturale della cultura del regime, non solo della Russia in sé.
Eppure nessuno ci trova niente da dire.La guerra non coinvolge mai la cultura.
Perché così facendo si arriva a criminalizzare l’essenza stessa di un popolo, e questa è una delle peggiori deformità della storia
Porta ad interpretazioni perverse per le quali esistono popoli malvagi e quindi individui meno umani. E sappiamo bene, nella storia, quali tragedie hanno portato simili visioni.Difendiamo la cultura russa – e ogni cultura – come argine morale.
Continuiamo a leggere i suoi autori, ad ascoltare la sua musica, ad applaudire i suoi spettacoli al Teatro alla Scala e altrove
Non per ignorare le responsabilità politiche, ma per preservare ciò che ci unisce come umanità.

