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Home Firenze

Ricordare Lando Conti

di Paolo Amato
10 Febbraio 2026
In Firenze
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Ricordare Lando Conti
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Ricordare Lando Conti
Oggi 10 febbraio 2026 ricorre il quarantesimo anniversario della morte di Lando Conti, che fu un grande Sindaco di Firenze.
Imprenditore capace e massone convinto, Lando Conti era un esponente del piccolo Partito Repubblicano.

Benvoluto da tutti per il suo fare semplice e alla mano, e oltremodo apprezzato per le sue qualità di amministratore serio ed onesto, Lando Conti era dotato di visione del futuro e seppe avviare progetti di sviluppo e riqualificazione della città

Ma il pomeriggio del 10 febbraio 1986, mentre si apprestava ad andare in Consiglio Comunale venne barbaramente ucciso dalle pallottole delle Brigate Rosse. Sì, proprio da quelle Brigate Rosse che negli anni di piombo seminarono morte e violenza in Italia nello scontro armato contro lo Stato e i suoi rappresentanti.
Uno scontro che alla fine la Repubblica riuscì a vincere definitivamente, grazie anche al comportamento responsabile del PCI sceso in campo a combattere anch’esso quei «compagni che sbagliano».

Che differenza rispetto all’attuale Sinistra, tanto velleitaria quanto irresponsabile! Ma erano altri tempi e, soprattutto, c’erano altri uomini

Oggi quell’esempio di unità democratica a difesa dello Stato contro la violenza ed il terrore è stato dimenticato. E, aggiungo, deliberatamente accantonato. Come se dovesse appartenere esclusivamente ad una storia lontana e non fosse invece una modalità operativa sempre valida sul piano politico ed istituzionale.

Per cui oggi ci tocca aver a che fare con una Sinistra che, da un lato, accusa il Governo di essere incapace di assicurare l’ordine pubblico, e che, dall’altro lato, inveisce contro ogni tentativo del Governo di riportare ordine e legalità nello spazio pubblico

Una Sinistra sguaiata e spudorata, sempre pronta a difendere -di fatto- i delinquenti contro i poliziotti, i violenti contro le istituzioni, i terroristi contro lo Stato. Terroristi, violenti e delinquenti che nei cortei e nelle manifestazioni usano spesso e volentieri il simbolismo ed il linguaggio delle Brigate Rosse. Perché nell’estremismo proprio del fanatismo ideologico c’è tutta una continuità di formule e di comportamenti che non può non preoccupare.

È una continuità data da quell’odioso fiume carsico che è l’odio ideologico: l’odio che, disumanizzando tutto, tende a giustificare ogni violenza e crimine

Le Brigate Rosse appartengono, è vero, al passato, ma ad un passato che incombe sul nostro presente. Ad un passato che ancor oggi invita a quel sonno della ragione che genera mostri. Ricordare Lando Conti, che di violenza e odio ideologico fu vittima, è allora un modo per rimanere vigili, per allontanare da noi la mano del male.

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Tags: BRIGATE ROSSEFIRENZEIN EVIDENZALANDO CONTITERRORISMO
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