Ragusa, neonato buttato nell’immondizia. Le colpe della sinistra

La cultura abortista e della pillola del giorno dopo libera, porta a declassare la vita umana ad un rifiuto

L’impensabile è successo ieri sera a Ragusa, in Sicilia.

L’episodio si è verificato nel nuovo quartiere residenziale di Pianetti, nei pressi della chiesa del Preziosissimo Sangue, intorno alle 22:00 di ieri sera.

Un passante in Via Saragat ha sentito un vagito che proveniva da un contenitore della spazzatura.

Alle prime il passante ha pensato a un animale.

Quel lamento però continuava, un vagito sospetto.

Quando si è deciso ad avvicinarsi al contenitore e a sollevare il il coperchio ha fatto la scoperta: in mezzo all’immondizia non era un cucciolo ma un neonato.

Infilato in un sacco come un rifiuto indifferenziato.

Il bambino era avvolto in una coperta e infilato dentro a un sacchetto.

Aveva ancora il cordone ombelicale attaccato. Il passante, attirato dal lamento, ha quindi soccorso il piccolo che è stato trasportato all’ospedale Giovanni Paolo II.

Le condizioni del neonato sono buone ma è stato comunque posto in terapia intensiva prenatale in via precauzionale.

La cultura della morte

Questo fatto sconcertante di fatto è il prodotto della cultura abortista ed eutanasica perpetrata da larga parte della sinistra dem.

Aborto, addirittura fino al nono mese come in stati usa quali New York, pillola del giorno dopo di libera vendita, presentata come uno strumento etico, declassano la vita ad un incidente di cui disfarsi.

È di un mese fa la notizia che quella chiamata convenzionalmente «pillola del giorno dopo», l’ulipistral acetato (EllaOne), un farmaco utilizzato per la contraccezione di emergenza fino a cinque giorni dopo il rapporto sessuale è di libera vendita.

Non sarà più necessario l’obbligo della prescrizione medica per dispensarlo anche alle minorenni secondo quanto ha stabilito l’Agenzia Italiana del Farmaco.

«Si tratta –ha spiegato il direttore generale dell’Aifa, Nicola Magrini – di uno strumento altamente efficace per la contraccezione d’emergenza per le giovani che abbiano avuto un rapporto non protetto, entro i cinque giorni dal rapporto, ed è anche, a mio avviso, uno strumento etico in quanto consente di evitare i momenti critici che di solito sono a carico solo delle ragazze».

I risultati di questa cultura sono gli occhi di tutti, e l’episodio di Ragusa ne è un’allarmante e tragica conseguenza.

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