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Home Attualità

Quando persino il Corriere dice che l’Europa come la conosciamo è finita

di Alessandro Scipioni
30 Gennaio 2026
In Attualità
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patriota europeo
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Quando persino il Corriere dice che l’Europa come la conosciamo è finita: il sovranismo non è più un tabù, è sopravvivenza

Quando un giornalista come Antonio Polito – editorialista di lungo corso del Corriere della Sera, mai tacciato di sovranismo o populismo – scrive nero su bianco che gli ideali fondanti dell’Unione Europea sono diventati «obsoleti» nel nuovo mondo multipolare, allora difendere a spada tratta l’impianto attuale non è più europeismo: è cecità ideologica, anacronismo puro.

Nel suo pezzo “Europa, ideali da cambiare” (Corriere della Sera, 26 gennaio 2026), Polito smonta uno per uno i pilastri su cui si è costruita l’UE post-bellica: la pace perpetua kantiana è evaporata con il ritorno della guerra come strumento ordinario di politica internazionale; la «forza gentile» di Padoa-Schioppa non impressiona più nessuno in un’epoca dominata dalla «forza forte»; il multilateralismo cooperativo soccombe all’interesse nazionale/imperiale di Trump e Putin

Non si tratta di adeguare gli strumenti agli ideali – conclude Polito – ma di cambiare proprio gli ideali, se si vuole sopravvivere. Serve «hard power»: una Nato europea confederata, riarmo tedesco al centro, opt-out per chi non vuole, debito comune come arma di rispetto verso Washington, deterrente nucleare condiviso, libertà per l’IA e la tecnologia.

E soprattutto: accettare il ritorno della sovranità nazionale invece di lamentarsene

Se arriva questa diagnosi da un autorevole voce del Corriere, non marginale né “sovranista”, allora è evidente: continuare a difendere come vangelo l’Europa tecnocratica, unanimista, soft-power-centrica e fallimentare degli ultimi 30 anni è stupido e pericoloso.

Il sovranismo non nasce più solo da partiti “estremi” o individui antisociali: è diventato una necessità storica imposta dai tempi, da un mondo che non aspetta più il consenso di 27 capitali per decidere

Guardiamo in faccia la realtà: l’Unione Europea attuale ha fallito nel garantire piena rappresentanza democratica e sovranità popolare ai cittadini. Le istituzioni di Bruxelles – non elette direttamente, spesso percepite come lontane e autoreferenziali – non riescono più a proteggere gli europei di fronte a minacce reali (guerra ai confini, dazi trumpiani, competizione tecnologica cinese, instabilità energetica).

Dire che questa UE ha fallito non significa essere anti-europei.

Al contrario: io sono un europeista convinto, ma intendo l’Europa come civiltà millenaria, non come moneta unica o burocrazia sovranazionale

L’Europa è la classicità greca e romana, il cristianesimo, l’incontro tra Roma e i barbari, le cattedrali gotiche, la Rivoluzione francese, Kant, Marx, Nietzsche, Schopenhauer, Mozart, Beethoven, Wagner, Dante, San Benedetto, Lutero. È un’immensa tradizione di popoli, culture, lingue e storie che si sono intrecciate per secoli in un sentimento comune di coesione. Buttare giù l’impianto fallimentare degli ultimi decenni non significa cancellare millenni di storia.

Se l’Europa ha resistito alla Reconquista di 700-800 anni, figuriamoci se crolla per la fine della maggioranza Ursula von der Leyen

L’alternativa realistica oggi è rifondare l’Europa su basi confederate serie: una grande confederazione di popoli sovrani, come era essenzialmente il Sacro Romano Impero o come sognava Carlo d’Asburgo per l’Impero austro-ungarico.

Modelli federali intelligenti che rispettino la sovranità nazionale, ma permettano politiche di difesa e estera comuni, istituzioni legittimate dai cittadini (non tecnocrati), un governo sul modello svizzero – magari non entusiasmante, ma infinitamente più serio e democratico del nulla attuale.

Un’Europa così potrebbe finalmente contare sulla scena internazionale, in un mondo che cambia a velocità folle

Non cogliere questa opportunità sarebbe irresponsabile. Polito lo ha capito. Il Corriere lo ha pubblicato. Ora tocca a noi smettere di aggrapparci a un sogno tramontato e iniziare a costruire qualcosa che funzioni davvero.

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Tags: COMMISSIONE EUROPEACORRIERE DELLA SERAEUROPAIN EVIDENZAPolito
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