• Politica
  • Attualità
  • Cultura
  • Cronaca
  • Relax
  • Sport
oAdHoc News Quotidian
  • Politica
  • Attualità
  • Cultura
  • Cronaca
  • Relax
  • Sport
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Politica
  • Attualità
  • Cultura
  • Cronaca
  • Relax
  • Sport
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
AdHoc News Quotidiano
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home RIFLESSIONE

PER RACCONTARE COSA L’ABORTO

di Redazione
5 Ottobre 2026
In RIFLESSIONE
0
Aborto
6
VISITE
CondividiTwitta

PER RACCONTARE COSA L’ABORTO veramente sia, non serve incominciare dalla morale o facendo sermoni.
È infatti una questione di biologia e purtroppo di numeri.

“Quello che la scienza dice e che nessuno dice più”.

Infatti non hanno senso le prediche, le quali lasciano lo spazio che trovano ed hanno sapore di ” moralismo “, è sufficiente analizzare tre fatti.

IL PRIMO che vorrei provare a descrivere è puramente biologico.
Quando una donna ” scopre” di aspettare un bambino è a circa due, tre settimane dal concepimento.
Se sottoposta ad ecografia transvaginale, già si può rilevare attività cardiaca nel feto.

La frequenza si aggira attorno ai 100-120 battiti al minuto

Con un picco di 170 alla nona settimana, per stabilizzarsi infine tra i 120 e i 160 battiti al minuto.
Da ciò si evince che la storiella del “grumo di cellule” è destinata a cadere.
È evidente infatti che siamo davanti ad un organismo umano in via di sviluppo, con una propria provata autonomia.
Se quindi si interviene, interrompendo la gravidanza, si ferma il cuore di quel piccolo essere umano.

https://it.aleteia.org/2014/10/21/ce-ancora-chi-cerca-di-confutare-la-sindrome-da-trauma-post-aborto/

IL SECONDO fatto, non meno importante, è l’impatto emotivo che un aborto lascia su chi resta.

Tanti sono gli studi che dimostrano, che chi ha abortito, abbia in seguito avuto problemi di ansia legati al disturbo post-traumatico

Molte sono le testimonianze di donne a cui “La Vigna di Rachele” ha dato sostegno, provando a raccogliere il dolore di quelle mamme al fine di renderlo più sopportabile.
Non si sta ora emettendo un giudizio, si sta parlando di “epidemiologia” sostenuta da dati biologici, verificabili dopo studi fatti su casi campione.

( Journal of Psychiatric Research, Canada)

E la “sindrome post aborto” non colpisce solo le donne, ma anche gli uomini.
Lo studio di Lauzon, il ricercatore canadese che ha condotto studi sulle conseguenze psicologiche del post aborto, anche sulle coppie, ha rilevato stress psicologico anche nei padri.
Colpa, rabbia, vergogna, lutto.
Gli uomini infatti, pagano in silenzio lo scotto di questo dolore, perché quasi sempre sono lasciati ai margini della storia.

IL TERZO riguarda la piaga del calo delle nascite che ci tocca tutti

Siamo immersi in un gravissimo inverno demografico.
Nel 2023 in Italia ci sono state 65.746 interruzioni volontarie di gravidanza, di donne tra i 15 e i 49 anni.
In questa vera e propria ecatombe, assistiamo anche ad un crollo delle nascite volontario, talmente incisivo, da rischiare di compromettere il mantenimento di una popolazione.

ADESSO FACCIAMO IL PUNTO DELLA SITIAZIONE

Ogni anni fermiamo decine di migliaia di cuori che già battono, che lasciano ferite profonde in migliaia di madri e di padri e che spingono oltremodo, sull’ acceleratore dell’ inverno demografico, in cui siamo precipitati.
Chiamare dunque “piaga sociale” l’aborto non è fare del moralismo, ma equivale a prendere atto che sia la biologia, che la psichiatria, che gli studi statistici, evidenziano con chiarezza quello che questa scelta rappresenta con le inevitabili conseguenze.

Diciamo allora che la mia, non è una predica, ma una “equazione”: ogni anno neghiamo il futuro a migliaia di vite già incanalate, mentre di fatto ne nascono sempre di meno per diversi motivi o scelte di vita.

CHI PAGA IL PREZZO di questa decisione di morte?

In primis il bambino a cui, nel caso dell’aborto volontario, viene negato di nascere.
Poi anche mamme, papà, donne, uomini, ed un Paese che invecchia inesorabilmente.

QUESTA TRIESTE REALTÀ può però cambiare direzione.
Il rimedio c’è!

I dati dicono infatti che, se le donne non sono lasciate sole, la decisione cambia.
Lo dimostrano gli studi e le associazioni di aiuto alla vita.
Quando alle mamme viene offerto sostegno concreto:
una casa, un aiuto economico, psicologico, l’intervento medico durante la gravidanza, una parte significativa di esse decide di dare la vita al proprio bambino.

Nessuno glielo ha imposto a questo punto

Sono stati però forniti gli aiuti, attraverso i quali loro “hanno potuto davvero scegliere”.
Gli ausili in Italia ci sono, basta farli conoscere e renderli accessibili alle donne in difficoltà.
Perché ogni cuore che continua a battere rappresenta una ferita in meno in una mamma, in un papà, in un paese alle soglie dell’estinzione.
Gli studi scientifici hanno detto la verità sulle conseguenze economiche e psicologiche.

Adesso è necessario allora costruire soluzioni

La prima è non giudicare chi si trova davanti ad una fragilità, ma accompagnarla, offrendo gli strumenti affinché possa “passare incolume all’altra riva”.

Per scoprire poi che dall’altra parte è già primavera!

Angela D’Alessandro
Prolife insieme
www.prolifeinsieme.it

Leggi anche:

https://www.adhocnews.it/

www.facebook.com/adhocnewsitalia

SEGUICI SU GOOGLE

Tags: ABORTOBAMBINICattoliciIN EVIDENZAUTERO IN AFFITTO
Articolo precedente

La domenica dell’arte

Prossimo articolo

Garantismo a targhe alterne per la sinistra italiana. Il doppio metro della sinistra tra Modena e Bologna

Prossimo articolo
giustizia italia

Garantismo a targhe alterne per la sinistra italiana. Il doppio metro della sinistra tra Modena e Bologna

Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Contatti e informazioni AdHoc News
  • Partners & Advertising
  • Privacy policy
  • Cookie policy

© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme.

Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Politica
  • Attualità
  • Cultura
  • Cronaca
  • Relax
  • Sport

© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme.