Omotransfobia: per l’approvazione si aspetta la confusione Covid

omotransfobia

Omotransfobia. Vi giuro che ignoravo il termine. Forse perché nemmeno esisteva questo termine. Che onestamente, a livello fonico, suona pure molto sgradevole. Meglio chiamarla col nome di chi l’ha ideata: Legge Zan.

In parole povere, quesa legge non fa altro che puntualizzare qualcosa che già c’era. Esasperandolo a livelli parossistici. E come spesso, se non sempre accade, l’esaltazione, l’evidenziare, il pompare qualcosa a discapito di altro, lo ghettizza ancora di più.

Tutti gli aspetti analizzati dalla Legge Zan, che va ad integrazione dell’articolo 604bis c.p., sono già ampiamente previsti dal codice stesso. Non importava di certo sottolinearli. Anche perché, così facendo, si crea un discrimine più forte di quello che in realtà c’è.

Non si può fare a meno di notare che al giorno d’oggi, la propria diversità da quello che è considerato “consueto” dalle abitudini comportamentali, non viene presentata come una cosa che deve entrare nella normalità quotidiana. Con calma. No: viene imposta, urlata, schiaffata in faccia. Con la possibilità di ottenere un risultato opposto.

c’era bisogno di fare una legge che tutelasse ciò che è già tutelato? Non credo proprio. Anzi, così facendo, chi ha dei problemi a relazionarsi con gli omosessuali, si sente ancor più minacciato con la possibilità di reazioni particolari.

L’omosessualità alle elementari. La follia regna incontrastata

Poi, mentre aspettiamo trepidanti che la Zan venga approvata anche al Senato, ho sentito voci di follie allo stato dell’arte. C’è qualcuno, nel solito ambito parlamentare dove tutto è lecito, anche essere illogici, che vorrebbe istituire la spiegazione dell’omosessualità alle elementari.

A questo punto mi chiedo: ma siete diventati tutti completamente imbecilli??? Vai, provaci tu a spiegare a un bambino che nemmeno conosce il concetto di sessualità, cosa significa omosessualità o addirittura omotransfobia.

Io, come padre, ho dei seri problemi di comprensione, lo ammetto. Lasciate ai bambini la loro cosa più bella: l’innocenza dell’essere bambini.

Il rispetto della donna

Ecco, invece di ideare stronzate cosmiche come spiegare l’omotransfobia a un bambino di 7 anni, provate a spiegare il rispetto della donna. Spendete denaro e tempo e risorse in come un vero uomo tratta una donna. Spiegate che alzare le mani non serve a niente, anzi è terribile. A spiegare che la donna è come l’uomo, anzi spesso ne è più intelligente. Che con la forza bruta non si ottiene niente.

Questi sono insegnamenti che una società moderna dovrebbe dare ai propri piccoli e giovani. Non ridicole pagliacciate sui gusti sessuali e su quanto è bello e normale avere un padre che va in giro truccato e in tacchi alti.

Il rispetto delle donne e delle persone si dà con l’esempio, non con le regole imbecilli. Femminismo becero e urlato compreso.

 

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