Modernità e identità politica

Zaia
Modernità e identità politica
Essere “moderno” per Zaia significa superare steccati ideologici su eutanasia e diritti civili, “buttando il cuore oltre l’ostacolo”

Ma per un uomo di destra, questo evoca il dilemma: modernizzarsi significa tradire la tradizione per par allinearsi alla sinistra?

La politica ha il dovere di guidare la società, non di subire le sue derive, come Zaia ha dimostrato da amministratore eccellente in Veneto, dando la precedenza all’efficienza su mode passeggere
.Diritti civili: confini e rischi”Diritti civili” è un termine vago che spesso cela concessioni come matrimonio omosessuale o adozioni gay. Regolamentare fenomeni emergenti è comprensibile, ma coinvolgere bambini nelle scelte sessuali adulte sfida la famiglia naturale. Realtà alla mano: equiparare “matrimoni di serie A e B” spalanca porte a giudici progressisti che imporranno adozioni, rendendo i minori ostaggi di scelte politiche scellerate.

Eutanasia: oltre la coscienza individuale

Cedere sul fine vita è presentata come questione di coscienza, per non imporre sofferenza a malati terminali. Ma è una visione riduttiva: esiste una cultura della morte che spinge giovani sani a suicidarsi in Svizzera, aprendo a un “diritto” all’autodistruzione quando si vuole .
Qui sta il nodo filosofico: la vita appartiene all’individuo o a chi ce l’ha donata? Legiferare significa validare una “morte come possesso”, disattivando valori superiori senza offrire alternative solide.

Lezioni dalla storia

Aperture ambientali sono promettenti, ma inseguire consensi cedendo valori è un boomerang, come capitò a Fini: la spasmodica ricerca di modernità erode identità più di quanto guadagni voti.
La destra autentica intercetta problemi sociali senza oscurantismo, guidandoli con principi fermi, non travolta dal relativismo. Zaia apra sul concreto, ma preservi l’anima del centrodestra.
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