Meloni ha promesso e Sanchez ha mantenuto
Il Regno di Spagna è entrato più volte in rotta di collisione con la Casa Bianca e con l’Unione Europea. Con gli USA per i dazi e per le pretese americane sulle basi da usare per le loro guerre.
Con Bruxelles per non aver applicato direttive giudicate contrarie all’interesse nazionale
Il mainstream e il governo del nostro paese hanno stigmatizzato Sanchez e gli si sono posti contro in guisa vistosa.
Mentre Schlein e c lo usano come icona progressista per lo show, ma in pratica lo disattendono nelle sue posizioni pragmatiche e sovraniste.
L’esame oggettivo degli eventi e tutti gli analisti dicono che la Spagna ha agito ponendo in prima linea l’interesse nazionale e le esigenze del suo popolo, rispetto alle direttive e le prese di posizione dell’UE e ai desiderata americani.
Quando Donald Trump ha minacciato ritorsioni commerciali ed embargo contro Madrid, la Spagna ha replicato fermamente e non tornando minimamente sui suoi passi, ha rivendicato che “un’obbedienza cieca e servile non significa leadership” e che la sovranità nazionale non si piega a pressioni unilaterali
Sanchez si è opposto alle richieste di Trump e della NATO anche sull’ innalzamento dell’impegno per il riarmo e comunque ha ribadito la propria autonomia nella organizzazione della propria difesa. Mentre il piano UE ha ricalcato le richieste di Washington, il governo spagnolo ha deliberato di dedicare le spese alla coesione sociale.
Il governo Sanchez ha forzato la mano e ha ottenuto lo sganciamento del prezzo dell’elettricità dal gas e ha imposto a Bruxelles l’approvazione dell’“eccezione iberica”, ponendo un tetto al prezzo del gas per proteggere cittadini e imprese dai ricatti geopolitici sui mercati energetici
Ha rivendicato e attuato una gestione delle politiche migratorie fuori dai vincoli europei e le filosofie d’oltreoceano, calibrandolo sulle necessità e sulle particolarità ispaniche.
Si potrebbe continuare, ma la conclusione politica complessiva sulle cose che contano, la sigillano i provvedimenti presi per il rincaro dei carburanti. Oggi in Spagna un litro di carburante ha il prezzo medio di € 1,5.
Di fronte alle minacce e alle offese di Trump sull’alleato definito con disprezzo ‘terribile’, Sanchez ha, a piè fermo e con chiarezza, dichiarato pubblicamente che “la Spagna non sarà complice di azioni dannose semplicemente per paura di ritorsioni” e che “la sovranità nazionale e i principi del diritto internazionale non si barattano.”
Difficile pensare che ci siano italiani che non avrebbero voluto che il proprio governo avesse agito come Sanchez, ma…Sanchez è socialista, tifa Palestina è anti USA e Israele
Allora Meloni e c con media annessi non ci hanno pensato due volte : botte da orbi a Sanchez e c..
È socialista e pensa quel che pensava Bettino Craxi ( e a suo tempo Meloni e c) su Palestina, elemento irrilevante ai fini delle convenienze nazionali. Pensa come quasi tutti gli italiani, spesso in vena di autocensura, su guerra in Ucraina, in Iran, sulla scomunica russa che fa costare a noi il gas di Trump – non agli spagnoli che acquistano gas putiniano – tre o quattro volte il giusto prezzo. Siamo al teatrino, le comparse agiscono stupidamente, secondo copione, schemi artefatti e come vuole il principale. Anzi per fare contenti i mossieri, si chiude un confine che non c’è e si riduce a rissa da capponi di Renzo quella che invece sarebbe l’unica alleanza possibile per difendere il mezzogiorno d’Europa. Se si raffronta il socialista Sanchez alla patriota Meloni, la cronaca ci dice che Sanchez ha mantenuto la schiena dritta e ha agito a favore degli spagnoli e delle loro esigenze.
Meloni ha ingollato tutto, non difendendo non il suo onore e la sua dignità, ma quelli di tutto il paese. Quanto ai provvedimenti possiamo dire che Meloni ha promesso e Sanchez ha mantenuto
Siccome per fare la frittata bisogna avere il coraggio di rompere le uova e aspettarsi la reazione della chioccia, la Spagna ha subito e subisce l’attacco al Psoe ( che agli italiani non suona nuovo come mezzo per eliminare avversari politici) , l’invasione organizzata di Ceuta, l’aggressione mediatica dei vassalli USA e UE e media al seguito e chissà che altro, oltre alle ridicole critiche a un socialista che fa cose da patriota più di tutto il Meloni’s party and friends.
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