Medio Oriente e Stati Uniti: storia, strategie e conflitti dal 1945

CARRARMATI

Medio Oriente e Stati Uniti: storia, strategie e conflitti dal 1945

A causa della guerra in Medio Oriente, provocata in modo del tutto sconsiderato, da Israele e dagli Stati Uniti d’ America, è apparso evidente a molti l’eccessivo numero di basi militari statunitensi presenti in quel teatro di operazioni.

 In effetti è dalla conclusione della seconda guerra mondiale che è iniziato il primo processo di penetrazione degli Stati uniti in quell’area strategica. Infatti lentamente, dal 1945 al 1949, gli statunitensi hanno iniziato a sostituire i britannici con una presenza navale ed una militarizzazione permanente del territorio

Nel 1953 abbiamo un intervento brusco col colpo di Stato in Iran che rovesciò il governo eletto di Mossadeq, mossa che sembrava aver assicurato a Washington una posizione di controllo definitivo dell’area. Sarà, però, la rivoluzione iraniana del 1978 dell’Ayatollah khomeini che metterà in discussione la presenza militare e l’ egemonia di Washington dell’importante snodo intercontinentale strategico e ricco di materie prime. Nel 1990, approfittando della profonda crisi che stava attraversando l’ URSS, gli USA ritennero essere giunto il momento propizio di posizionarsi in modo molto più solido in Medio Oriente e lo fecero con la prima guerra del Golfo. L’ occasione la dette Saddam Hussein quando bruscamente muto’ qualcosa nell’atteggiamento americano nel complesso rapporto col dittatore iracheno che aveva avuto un particolare relazione con l’amministrazione americana. Saddam Hussein era stato infatti un prezioso alleato degli USA in Medio Oriente ed era stato funzionale alla strategia americana che corrispondeva a quella delle monarchie del golfo perché l’ Iraq era l’ unica potenza dell’ area che potesse contenere la forza propulsiva della rivoluzione iraniana e lo fece con una guerra di aggressione contro Teheran.

Fu la consueta guerra per procura o su commissione, strategia a cui frequentemente le superpotenze ricorrono

Durante il conflitto, gli USA hanno assistito con tecnologie avanzate Baghdad, inoltre hanno fornito informazioni dì intelligence e satellitari. Questo avveniva mentre contemporaneamente e clandestinamente la CIA vendeva armi all’Iran e aveva rapporti coi narcotrafficanti sudamericani. Stiamo parlando dello scandalo Iran-Contra o Irangate. I Contras nicaraguensi erano sostenuti dagli USA nel tentativo di rovesciare il governo sandinista di Managua.

Questi guerriglieri aiutati dalla CIA erano collegati principalmente a reti di narcotraffico e facilitavano il trasporto di cocaina verso gli Stati Uniti per finanziare la loro lotta armata

La CIA si preoccupava di deviare le indagini della DEA. Fu un grave scandalo che travolse l’amministrazione Reagan, il quale godeva di maggiori protezioni di Nixon e fu salvato. Dopo otto anni di guerra logorante costata un milione di morti, gli stessi USA misero fine al conflitto Iran Iraq abbattendo un airbus civile iraniano con uno strano incidente. A guerra terminata, Saddam credette fosse suo diritto passare all’ incasso per aver sostenuto per tanto tempo il peso della sanguinosa guerra. Va fatto notare l’atteggiamento forse volutamente ambiguo ed equivoco dell’ambasciatrice degli Stati Uniti in Iraq, la signora April Glaspie.

Sappiamo che nell’ incontro con Saddam Hussein, la Glaspie espresse la volontà degli USA di avere buone relazioni con l’Iraq, affermando che gli Stati Uniti non avevano opinioni sulle “dispute inter arabe” come ad esempio, quella di confine tra Iraq e Kuwait

Una frase che Saddam interpretò logicamente come un via libera o perlomeno un disinteresse americano a un intervento militare per quella che lui chiamava la diciottesima provincia. Furono queste parole dell’ambasciata statunitense che provocarono l’annessione del Kuwait.

Però quando gli iracheni entrarono ingenuamente nell’ emirato certi del semaforo verde, Washington nel 1991 scatenò una coalizione internazionale di 35 Stati, guidata dagli USA per liberare il Kuwait con l’operazione Desert Storm

Saddam Hussein venne trasformato agli occhi dell’ opinione pubblica internazionale, nel “Principe del male” e collocato in un fantasioso “asse del male” da G.W. Bush. Nel 2003 gli USA hanno invaso definitivamente l’Iraq e fatto impiccare il presidente iracheno. Probabilmente Saddam Hussein è stato il capro espiatorio che ha permesso agli americani di esondare in tutto il Medio Oriente. Infatti le monarchie del golfo, timorose dell’ espansionismo sciita, furono rassicurate dalla presenza delle basi americane. L’attentato dell’ 11 settembre 2001 e l’intervento in Mesopotamia hanno permesso agli americani di avere basi militari nell’ area in modo massiccio.

Attualmente in zona sono operativi ben 15.000 militari degli Stati Uniti con basi importanti. I presidi strategici statunitensi sono essenziali prevalentemente in funzione anti iraniana

È storicamente appurato che l’amministrazione Bush ha approfittato dello shock dell’11 settembre per giustificare l’invasione dell’Iraq, costruendo una narrazione fantasiosa che collegava Saddam Hussein al terrorismo internazionale e alle armi di distruzione di massa. Infatti appena dopo l’ 11 settembre gli USA hanno provveduto con lo slogan “Guerra Globale al Terrorismo” a lanciare una campagna militare globale che all’opinione pubblica doveva apparire in risposta agli attentati dell’11 settembre 2001. Naturalmente, data la sua posizione geografica preziosa, l’Iraq è stato inserito in questo contesto terroristico, nonostante le intelligence americana e britannica non avessero prove di un legame tra Saddam Hussein e gli attentati di Al-Qaeda alle Torri Gemelle, le Twin Towers. Come se non bastasse, è risultato che furono fornite false informazioni sulle armi di distruzione di massa per ottenere sostegno internazionale. Bush ha sostenuto la tesi che l’Iraq fosse in possesso di armi chimiche o biologiche e che stesse cercando di sviluppare armi nucleari, rappresentando una minaccia imminente.

Inoltre ormai sappiamo che il presidente Bush ha cercato di creare nella percezione pubblica un legame diretto tra Saddam Hussein e Osama bin Laden, nonostante l’ evidenza dimostrasse il contrario e anzi legava la nota famiglia di bin Laden all’Arabia Saudita

Il clima alimentato artificiosamente dopo l’ 11 settembre, ha permesso la destabilizzazione del Medio Oriente al momento opportuno. Il vuoto di potere in quell’ area ha facilitato in seguito la nascita dell’ISIS che ha minato la Siria e il potere di Assad. Le due guerre in Iraq provocarono altri 800.000 morti, mentre quella in Siria col Califfato provocò un altro mezzo milione di morti e milioni di sfollati.Inoltre, è bene segnalare ciò che avvenne poche settimane dopo l’11 settembre, nel territorio degli Stati Uniti, dove sono cominciate a circolare lettera con spore di antrace velenose indirizzate a personalità. A causa di ciò sono decedute 5 persone e altre 17 sono state avvelenate.

Tutti gli americani erano certi di un attacco terroristico islamico. Inoltre, per giustificare l’ offensiva definitiva contro l’ Iraq, il 5 febbraio 2003, il Segretario di Stato USA Colin Powell mostrò al Consiglio di Sicurezza dell’ONU una fiala con una polvere bianca che avrebbe dovuto essere antrace e invece era un simulacro

Fu detto che era antrace prodotta dall’ Iraq di Saddam Hussein. La fiala che non era veleno, fu causa ugualmente della morte di molte centinaia di migliaia di persone e della distruzione dell’ economia di uno stato progredito.

Ora sappiamo che conteneva materiale inerte per confessione dello stesso Colin Powell

Grazie a quella fiala, ancora oggi l’Iran è attaccato oltre che da Israele da tutta la cintura di quelle basi poste preventivamente intorno alla Repubblica Islamica dal tempo della guerra del golfo. Ma chi era che usava spedire lettere con velenose spore di antrace all’ interno degli Stati Uniti creando il panico generalizzato? Dopo indagini l’FBI arrivò ad individuare un personaggio, un certo Bruce Ivins che era un ricercatore governativo che lavorava presso un Istituto di ricerca dell’ esercito statunitense a Fort Detrick, nel Maryland, esperto in biodifesa, armi biologiche.

Le indagini non poterono andare avanti perché purtroppo l’uomo fu trovato morto a causa di una overdose di tranquillanti nel luglio 2008, poco prima di essere incriminato

Oggi con l’ Iran queste basi vengono sono state attivate e la motivazione è sempre la medesima, quasi monotona, terrorismo internazionale e probabile possesso dell’ arma nucleare anche se gli organismi internazionali dicono il contrario. Ma la cosa strana è un’altra; molti si domandano perché Donald Trump che sappiamo ha un elettorato che desidera il contrario di quello che sta facendo, si sia fatto coinvolgere apertamente nella politica che era stata dei neoconservatori che invece lui ha sempre avversato.

Nelle azioni di Trump sembra vedere riemergere la strategia dei Bush e dei loro collaboratori

Sappiamo che il Tycoon è stato spinto da Israele in questa avventura senza uscita. Non possiamo sapere se la responsabilità sia solamente di Israele e dei suoi servizi segreti o se sia anche un colpo di coda del Deep State, quello Stato profondo che non può essere sparito da un giorno all’altro.

Ad ogni modo stride con il Trump che il mondo conosceva, l’ allontanamento di Tucker Carlson dal movimento MAGA, solo perché aveva ricordato a Trump che fare le guerre di Israele non rientrava nel programma di Trump, lo stesso concetto che aveva espresso Charlie Kirk prima che un proiettile lo mettesse a tacere. Anche Marjorie Taylor Greene, fedelissima di Trump, ha espresso incoerenza nelle scelte militari, rispetto alle promesse fatte. J.D. Vance ha sottolineato la necessità di non impantanarsi in lunghi conflitti in Medio Oriente, mentre Joe Kent, ex candidato sostenuto da Trump, ha criticato aspramente le pressioni per la guerra in Iran, definendola una manovra della lobby israeliana.

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