L’Italia non è una nazione è un continente

Berlusconi e l'italianità

Conte

L’Italia non è una nazione è un continente. Una serie infinita di particolarità, specificità, ed anche purtroppo di particolarismo esasperato.

Gli italiani non sono mai grandi come italiani, ma sono grandi come singoli. Gli italiani sono i migliori del mondo, Michelangelo, Raffaello, Leonardo, Enzo Ferrari,Colombo,Dante,Verdi,Puccini  e troppo lunga sarebbe la lista.

Il problema è che quando il popolo italiano deve distaccarsi dalla grandezza individuale, per cercare di fare qualcosa unitariamente, lì dimostra tutti i suoi limiti. Non abbiamo il senso dello Stato, perché non abbiamo il senso della nazione, non abbiamo senso dell’unità.

La guerra civile permanente

L’Italia è sempre stata un paese diviso. Passioni contrastanti. Siamo i peggiori per quanto riguarda la capacità di aggregarsi, di trovare valori di riferimento comune. Se si esclude il calcio, noi siamo divisi su tutto.

La costituzione  è la più bella del mondo per alcuni. È indecente per altri. Le identità locali e l’autonomia amministrativa sono un valore sentito dai più, ma per una minoranza non tanto esili e  molto rumorosa, ci vuole un centralismo esasperato. Ci sono un dinamismo ed una vivacità incredibile,bin alcuni. Una voglia di indipendenza fortissima e poi ci sono gli altri con unna esasperata volontà di dipendere dalla collettività.

Il problema è che in Italia gli odi, e la storia non vengono mai archiviati. Tutt’ora ci si divide per questioni che dovrebbero essere consegnate ai libri, e invece vengono rimesse nel dibattito politico corrente. Ancora oggi si parla di antifascismo come di contrasto ad un regime inesistente.

In Europa ancora oggi addirittura una parte di italiani,cerca di demonizzare gli italiani in base all’appartenenza geografica. Si porta avanti  un dibattito storico impietoso , tra presunti  clericali e anticlericali. Quando il clero stesso è diventato la laicizzato.

Ma il tutto semplicemente perché in Italia ogni scusa è buona per dividersi. Il nostro io collettivo si nutre di scontro permanente. Di passioni contrastanti. Di individualismo esasperato.

Berlusconi non fa eccezione

Berlusconi è morto . In un paese civile si direbbe pace alla sua anima. Non si dovrebbe santificare. Ma non si dovrebbe certamente neanche demonizzare. Berlusconi per taluni va elevato agli onori degli altari.Per altri, senza un briciolo di pietà umana, va demonizzato ed odiato.

Gli vengono addossate tutte le colpe della peggiore italia. Anche tutti problemi che non ha creato. Che esistevano prima di lui virtù e permangono dopo di lui.

Ma non può fare eccezione. Perché è un italiano tra gli italiani. E per l’Italia non esistono le sfumature, tutto è intenso contrasto.

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