L’incriminazione Trump, fa tremare la democrazia americana

L’incriminazione Trump, fa tremare la democrazia americana. Non perché è un politico non possa essere perseguito. Ma perché viene il sospetto, che ci sia la tentazione di politicizzare la giustizia anche oltreoceano.

Il caso

Il gran giurì di Manhattan, ha deciso di mandare a processo l’ex presidente degli Stati Uniti. Il tycoon, secondo la procura dello stato di New York, avrebbe elargito un ingente somma di denaro, al fine di tacere su un presunto rapporto tra lui ed una pornodiva. Tale Stormy Daniels, alias Stephanie Clifford, che in passato cercò anche di candidarsi per il partito repubblicano.

Non ci si aspettava una decisione da parte del gran giurì, prima di metà aprile. Invece il verdetto è arrivato a tempo di record. Cosa che ha fatto ancora più dubitare, i sostenitori di Trump, dell’imparzialità dell’intero procedimento.

Dallo staff dell’ex presidente, le prime dichiarazioni hanno parlato di caccia alle streghe ed affermato che nulla cambierà nelle intenzioni di ripresentarsi alle elezioni presidenziali del 2024.

Un sospetto

Non si può essere certi di quali siano le ragioni dell’incriminazione di Trump. Se ci sia del vero in queste accuse, o se si tratti di una persecuzione politica. Questo lo deve stabilire, in una democrazia seria, un regolare processo. Che passi per tutti i vari gradi di giudizio.

Non possiamo però non rilevare che , c’è un certo tentativo di colpire per via giudiziaria Trump. Infatti se stiamo a guardare i fatti, non è il primo procedimento contro il tycoon.

I precedenti

Una vera e propria caccia alle streghe, ha avuto luogo quando lo si è accusato di aver trafugato documenti riservati. Documenti riservati che poi sono stati trovati in residenze ed uffici di proprietà di Joe Biden.

È stato l’unico presidente americano sottoposto alla procedura dell’ impeachment, quando non era più in carica. Una cosa paradossale, se si pensa che, il processo politico nelle due camere, si apre solo ed esclusivamente per la necessità di rimuovere dalla carica. Se non c’è questa necessità, si procede con i tribunali ordinari.

Ma se fosse stato rimosso da una carica che non ricopriva più, per paradosso non sarebbe più stato candidabile.

Ora queste accuse, potrebbero minare la sua candidatura nel 2024. Come si suol dire, a pensar male si fa peccato. Ma spesso ci si azzecca.

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