LE FOLGORAZIONI SULLA VIA DI DAVOS
Il fondo d’investimento Black Rock insieme a altri colossi come Vanguard, State Street e Fidelity, domina la gestione patrimoniale planetaria e i mercati azionari e obbligazionari, oltre a incidere sugli assetti politici del mondo.
Nel meeting di Davos, forum annuale della finanza globale, il numero 1 di Black Rock, nel suo intervento parlò come se come sulla via di Davos lo avesse folgorato la luce miracolosa della Verità
Disse in chiaro che il ‘capitalismo ‘ ( rectius il finanziarismo speculativo o liberismo selvaggio) provoca ‘crescente ingiustizia sociale’ e amplifica le diseguaglianze creando masse sempre più povere e elite sempre più ricche.
Dipoi invocò più ‘economia reale’ e potenti inversioni di rotta.
Infine rammentò costernato – come vergine inconsapevole sorpresa e stupefatta nel talamo nuziale – che i 12 uomini più facoltosi dispongono di risorse superiori alla somma di quelle attribuibili ai 4 miliardi e 100 milioni, ultimi del mondo.
Non è una conversione miracolosa
Siamo nel campo del denaro non fra santi e madonne prodigiose.
Il globalismo finanziario, ha stressato i motori e provocato avaríe a ripetizione, crisi in sequenza, numerose, fuori controllo, che hanno determinato uno scenario definito di ” policrisi “, rischiosamente vicino al naufragio.
Questa consapevolezza ha suggerito al boia di diventare demblee il difensore dei condannati e alla truppa servente, la politica , di riposizionarsi
Nella storia del genere umano l’organizzazione sociale si è uniformata allo schema piramidale.
Tranne sporadiche eccezioni temporanee, un’elite forma la cuspide, governa, decide, arricchisce, a spese delle sezioni inferiori, fino all’ultima, quella che poggia sul terreno.
Quantopiù il vertice è affollato e le sezioni inferiori gli sono vicine tantopiù ci si approssima a modelli meno ingiusti.
Il globalismo finanziario ha ottenuto risultati opposti
Ha ridotto moltissimo i partecipanti del piano nobile e la distanza fra la cima e la base si è allargata in maniera esagerata.
La realtà si misura ancora meglio se si considera che negli ultimi 10 anni il 1% più ricco ha aumentato le proprie sostanze di circa 40 trilioni di dollari..
Dal 1995 alla fine del 2025, il medesimo 1% ha catturato grazie al liberismo speculativo circa il 40% della nuova ricchezza globale, una cifra enorme
Viene calcolato che l’elite oggi non supera le 60.000 persone di fronte ai 8 miliardi e 300 milioni di terricoli.
Il cambio di direzione di Black Rock e colleghi è tattico, non strategico: il vertice ha compreso che se non si cambiano perlomeno le apparenze l’affondamento del naviglio sarà una certezza.
A Davos, Trump, interprete di questo cambiamento di percorso, è stato il main guest e le potenze concorrenti Russia Cina e India erano ospiti di riguardo e presenti in forze
All’Europa e all’UE è stato riservato un insolito posto secondario. La riprova delle difficoltà europee è l’assenza di Giorgia Meloni e la riunione del Consiglio Europeo ( organo dei leader nazionali) tenutasi in concomitanza con il forum di Davos.
Il numero 1 di Black Rock ha di fatto confermato che le opzioni trumpiane sono l’applicazione delle scelte della finanza e del cambio tattico di Black Rock e degli altri maggiori fondi
Da Davos si evince che le potenze di primo piano per influenza economica, sono in competizione fra loro ma non certo disposte a guerreggiare l’un l’altra nè direttamente nè per interposti vassalli.
Anzi sono in cerca di accordi per reciproca convenienza, con le scaramucce d’uso, ma in linea con la dottrina di Kissinger : trattare fra potenti, trascurare gli stati minori, carne da cannone in senso metaforico e no
L’UE dal canto suo dovrebbe prendere atto di rappresentare un fallimento ontologico anche perchè è l’evidenza che parla. Target e struttura sono messi in discussione dai suoi stessi membri di primo piano ( vedi dichiarazioni del cancelliere germanico e del presidente francese).
Strasburgo da partner privilegiato planetario seppure sottomesso è diventato in un batterdocchio Calimero, rompiscatole, succhia risorse, pessimo pagatore e anche imbelle e imboscato nelle missioni internazionali
Evocare ancora Kissinger è doveroso ‘ Essere nemici degli USA può essere pericoloso essere amici è sicuramente mortale.’
Tutto questo potrebbe inverare un’opportunità.
Gli stati sovrani europei potrebbero stringere intese sia politiche che economiche che di difesa comune, bypassando le ubbíe dell’impero del First America e i vuoti funzionariali di un’UE da ricondurre a ente puramente economico e non vincolante
Potrebbe anche rendere la NATO, strumento usato senza riguardo per allargare il giardino di casa USA, un trattato senza contraenti ma con un solo partecipante.
Certo è che se l’opportunità fosse colta il de profundis per il Vecchio Continente potrebbe essere differito a mai. In questo panorama liquido e mutevole
tutto è possibile.
Sarebbe sufficiente volontà e voglia di farlo.
