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Le donne che nessuno vuole vedere fragili

di Stefania Scarpati
28 Maggio 2026
In Attualità
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Stupra una 27enne, senegalese incastrato dal Dna: nel 2014 era stato già condannato

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Le donne che nessuno vuole vedere fragili

Di Belén Rodríguez si è parlato per anni come si parla delle donne troppo luminose, giudicandole.

Troppo bella. Troppo esposta. Troppo forte. Troppo libera.

E allora quasi ci sorprende quando crollano.

Come se il dolore, in certe donne, fosse una colpa.

Come se la fragilità stonasse con la bellezza.

C’è una crudeltà silenziosa che accompagna il dolore delle donne

È quella di dover soffrire quasi in segreto, senza disturbare troppo. Perché il dolore, quando appartiene a una donna forte, bella, indipendente, finisce spesso per infastidire chi lo guarda.

E in questi giorni tutti parlano di Belén Rodríguez e io penso a quanto l’apparenza inganni. A quanto siamo abituati a credere che chi sorride in televisione, chi appare perfetta, chi è desiderata, amata, fotografata, non possa davvero crollare.

E invece si crolla. Tutti.

Cadono gli uomini, cadono le donne. Ma non cadono nello stesso modo.

Un uomo fragile, spesso, trova attorno a sé una solidarietà istintiva. Gli amici lo proteggono, qualcuno gli tende una mano, una donna magari si commuove, lo consola, lo salva. Esiste perfino quella che chiamiamo “la sindrome della crocerossina”, il desiderio di soccorrere un uomo ferito

Con una donna succede raramente.

Quando una donna cade, soprattutto se è stata percepita come forte, vincente o bellissima, il mondo sembra quasi arretrare. Come se quella fragilità fosse una colpa. Come se non le fosse concesso essere stanca, persa, vulnerabile.

E allora deve rialzarsi da sola. Sempre.

Ed è forse la parte più dura.

Perché a volte persino chi torna per aiutarti, dopo averti lasciata sola, finisce per ferirti ancora di più. Perché l’orgoglio di una donna ferita è un orgoglio che sanguina in silenzio.

La verità è che vivere intensamente significa anche questo, mettere in conto i crolli

Non esiste una vita piena senza momenti in cui ci si spezza. Non esistono amori senza delusioni, maternità senza paure, indipendenza senza fatica, libertà senza solitudine.

Ma il punto non è non cadere mai.

Il punto è rialzarsi ogni volta.

Rialzarsi anche quando lo specchio ci restituisce una versione di noi che non riconosciamo più.

Rialzarsi quando il tempo passa, quando qualcuno ci tradisce, quando il lavoro ci consuma, quando ci sentiamo sole, troppo sole

E allora questo articolo non è soltanto per Belén.

È per le donne forti e fragili insieme.

Per le madri sole.

Per le mogli tradite.

Per le donne malate.

Per quelle povere.

Per le donne che hanno paura di invecchiare

Per le ragazze giovanissime che si affacciano alla vita pensando di dover essere perfette.

Per le donne sole nel cuore, anche quando sono in coppia.

Troviamo la forza di alzarci.

Di guardarci allo specchio.

Di prenderci cura di noi stesse senza vergogna, di volerci bene.

Perché la prima persona che deve amarci, proteggerci e salvarci siamo proprio noi.. Volersi Bene è fondamentale.

Ma non nel modo superficiale in cui spesso viene raccontato. Non è solo “farsi una maschera”, comprarsi qualcosa o ripetersi davanti allo specchio che si è forti

Volersi bene è una disciplina emotiva.

È scegliere di non restare dove ci distruggono.

È imparare a proteggerci anche quando siamo fragili.

E’ soprattutto una cosa difficilissima per certe donne, per quelle abituate a salvare tutti, per quelle cresciute pensando che “valere” significhi resistere sempre.

Una donna spesso si occupa di tutti tranne che di sé stessa

E arriva un giorno in cui si guarda allo specchio e capisce di essersi trascurata emotivamente per anni.

Volersi bene significa anche accettare di crollare senza sentirsi sbagliate.

Perché la fragilità non è il contrario della forza. È il prezzo che pagano le persone che vivono davvero.

E sapete qual è la forma più alta di amore verso sé stesse?

Non smettere di credere nella vita dopo una delusione

Continuare ad amare, a progettare, a emozionarsi, nonostante tutto.

Perché chi si vuole bene davvero non è chi non soffre mai.

È chi, dopo essersi spezzato, raccoglie i pezzi e decide comunque di non diventare cinico ma continua ad amare se stesso e la vita.

Auguri a tutte le donne (e gli uomini) che crollano.

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Tags: DONNEPRIMO PIANOSTUPROVIOLENZAVittime
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