Landini nuovo segretario generale della CGIL

Il leader della Fiom Maurizio Landini durante il suo intervento in occasione della manifestazione nazionale della Fiom, Roma, 28 marzo 2015. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

L’ex segretario della FIOM Maurizio Landini è il successore di Susanna Camusso alla guida della CGIL. Landini è riuscito infatti a farsi eleggere segretario generale del sindacato di Corso Italia con oltre il 90 per cento dei voti al congresso nazionale di Bari, riuscendo a evitare una spaccatura interna fra le diverse correnti e trovando un accordo dopo una lunga mediazione con Vincenzo Colla, candidato anche lui al ruolo di segretario generale, che farà invece il suo vice.
Landini ha cominciato a lavorare come operaio a quindici anni e ha iniziato la sua carriera sindacale dal basso, muovendo i primi passi in CGIL come delegato della FIOM, salendo scalino per scalino fino a essere eletto segretario generale della FIOM nell’agosto del 2010. Dal 2017 era entrato nella segreteria nazionale con Susanna Camusso e ieri ha compiuto il grande salto, ricoprendo il ruolo più importante, quello di segretario generale della CGIL. Sono stati gli anni da segretario generale della FIOM però a far crescere di popolarità Landini, prima scontrandosi aspramente con Sergio Marchionne sul progetto “Fabbrica Italia” della FIAT e rompendo l’unitarietà del fronte sindacale nei metalmeccanici, poi costituendosi parte civile nel processo alla dirigenza della Thyssen Krupp per l’incidente sul lavoro allo stabilimento di Torino in cui morirono tragicamente sette operai, infine sulla vicenda dell’ILVA di Taranto dove ha cercato di mantenere aperto lo stabilimento, salvaguardando i posti di lavoro, ma anche l’ambiente e la salute, firmando alla fine un difficile accordo con l’azienda. Landini è un sindacalista che più di una volta è stato accostato alla politica e più di una volta è sembrato assumere un ruolo politico di riferimento per una certa parte della sinistra. Nella sua relazione al congresso di Bari ha dichiarato, confermando quanto già detto negli ultimi tempi, che solo un sindacato unito e forte potrà vincere le prossime e importanti sfide, cercando da subito di tracciare un percorso per tutto il sindacato. Insomma, con la sua ascesa a segretario generale sono attesi grandi cambiamenti nel ruolo del sindacato e nei rapporti che il sindacato dovrà avere con la politica e i partiti, ma soprattutto, Landini, da eterno oppositore e ribelle si sta già proiettando a diventare un leader, del più rappresentativo sindacato del Paese intanto, di una sinistra che stenta a trovare una figura di riferimento chissà.

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