LA STORIA DI KURT ROSENBERG NELLE PAROLE DEL FIGLIO UGO. UN MOMENTO DI RIFLESSIONE A FIRENZE
Nella giornata di Domenica 25 Gennaio, all’approssimarsi della Giornata della Memoria, l’Associazione Fiorentina Amici di Israele e la Comunità Ebraica di Firenze hanno organizzato un importante evento di testimonianza che ha offerto uno spaccato, per certi aspetti inedito, della storia a cavallo tra le due guerre mondiali fino alla conclusione dell’ultima.
A Firenze, dunque, la testimonianza di Ugo Rosenberg, autore del libro “Tutto iniziò da quel finestrino: la storia di Kurt Rosenberg” narra le vicende del padre sfuggito alle persecuzioni sovietiche prima e a quelle nazifasciste poi
Una storia intensa, persino rocambolesca che dalla Polonia porta il protagonista a varcare diverse frontiere e ad approdare nell’Italia fascista, quale internato civile volontario.
Una storia che inizia da un finestrino aperto, il finestrino di un treno che portava Kurt e la sua famiglia verso le prigioni siberiane, e che ha rappresentato l’occasione e l’opportunità della libertà di fronte al determinismo feroce delle persecuzioni che intendevano costringere l’uomo a un destino già scritto.
Diversi sono i momenti importanti del libro e della storia che vi sta dietro, come diverse sono le tappe di questo viaggio improvvisato che Kurt Rosenberg si trova suo malgrado a percorrere con l’incubo della Guerra che pare inseguirlo per mezza Europa.
Ugo, dunque, ha ripercorso le vicende biografiche del padre con una narrazione precisa, così come preciso è il libro, documentata da un vasto repertorio fotografico e accompagnata da un’emozionante ………che alla fine non ha potuto che colpire e commuovere tutto l’uditorio
Nel viaggio di Kurt accanto all’odio politico o antisemita che naturalmente ha caratterizzato quel periodo storico è possibile conoscere anche la solidarietà di tante persone che hanno aiutato il protagonista e i suoi amici fino a salvar loro la vita, soprattutto in Italia, in quell’Italia fascista in cui vigevano le infami leggi razziali. Eppure, nonostante ciò, in Abruzzo Ugo ha potuto accarezzare il sogno di una vita quasi normale, nonostante le limitazioni importe agli internati.
Tutto questo, fino al 8 Settembre. In quel momento l’Italia viene invasa dai tedeschi e si scatena l’inferno per Kurt e per gli ebrei italiani. A questo proposito, Ugo ha citato lo storico Sarfatti, quando nel condannare ferocemente le suddette leggi razziali, quest’ultimo tiene a distinguere un primo momento – dal 1938 al 1943 – in cui per effetto delle Leggi Razziali si verificò, in danno degli ebrei, la “persecuzione dei diritti” e un secondo periodo – dal 1943 al 1945 – dove invece si realizzò la “persecuzione delle vite”
Un punto di vista non inedito, ma certamente non comune. Ciò, certamente, non per riabilitare il fascismo ma per gettare uno sguardo verso tutti quegli italiani che, indipendentemente dalle visioni politiche, salvarono le vite degli ebrei dalla furia antisemita del regime prima e dei nazifascistai poi.
Alla fine, la Storia troppe volte interpretata in modo monolitico, si caratterizza per fatti eventi e circostanze che seppur nella apparente contraddittorietà, svelano lati di un’umanità commovente
Ecco perchè, alla fine, Kurt, che sentiva molto forte la propria identità ebraica e polacca, finisce per sentirsi anche italiano e decisde di vivere prorprio nel nostro Paese, dove si sposò ed ebbe un figlio, appunto.
La serata insomma , è stata intensa e commovente, ha colpito profondamente l’uditorio (tra cui anche molti politici locali) ed è stato un richiamo importante a una riflessione collettiva affinché la Memoria non sia un rituale vuoto, ma un’occasione per ripensare noi stessi continuamente vivificando il ricordo di un passato che non può e non deve tornare.
In questo senso il libro di Ugo Rosenberg ci richiama a un dovere individuale e collettivo affinchè quel “mai più” sia veramente “mai più” e a trasmettere una storia personale che diventa memoria condivisa.
D’altra parte, che l’evento ha riscosso avuto molto successo, lo testimonia inoltre il fatto che i libri in vendita siano andati esauriti in pochissimo tempo e diverse persone che lo volevano acquistare purtroppo non ci sono riusciti
Il merito di tutto ciò va, senza alcun ombra di dubbio, ascritto a Ugo Rosenberg che con la sua narrazione, ma soprattutto con la sua umanità e con il suo commovente ricordo del padre, ha saputo entrare nel cuore di tutti lasciando un’impronta indelebile.
