La sovietizzazione del David di Michelangelo: perché Vannacci ha ragione

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La sovietizzazione del David di Michelangelo: perché Vannacci ha ragione

Ennesima prova di Forza contro Futuro Nazionale ingaggiato dall’intellighenzia fiorentina, PD in testa , che se la prende con l’utilizzo dell’immagine del David di Michelangelo nella “vela” del partito di Roberto Vannacci situata nella sede fiorentina del partito.

Sarebbe stata apposta senza la prevista autorizzazione amministrativa e quindi tecnicamente irregolare

Apriti cielo e spalancati terra! La sinistra straparla, con l’immancabile Milani fino alla Funaro, di atto irrispettoso e illegale. La destra – a quel che mi consta- si tiene lontana dalla polemica ad eccezione di quale coraggioso e sparuto pensatore indipendente.

Ora, al netto delle posizioni politiche, la questione è davvero sintomatica

L’utilizzo di un simbolo di vita piegato alle logiche burocratiche e sovietiche in cui la città annaspa da ottant’anni. È l’ epitome della vita contro la morte. Immagine allegorica di una città che si sta scavando la fossa per responsabilità di una amministrazione inerte e che cerca in qualche modo lo slancio di una perduta grandezza. In questa grottesca querelle, per quanto possa non piacere a qualcuno, Vannacci rappresenta la vita e la sinistra burocratica, la morte.

Insomma una Storia simbolica che ben racconta lo stato attuale di Firenze

In generale, il simbolo connette, quella è la Sua funzione, un qualcosa di terreno a un qualcosa di metafisico. Cio’ a maggior ragione quando si parla di arte. Nella storia, l’arte è stata sempre veicolo di Bellezza intesa come valore politico attorno a cui edificare una visione di individuo e di società.

Nel caso di specie, il David di Michelangelo è simbolo di forza identitaria contro la Barbarie (Golia), di predestinazione di grandezza (David sarà un grandissimo re di Israele). Forza, Bellezza e identità costituiscono l’archetipica funzione di David che è divenuto simbolo della specificità fiorentina e italiana in genere

Fino a quando la burocrazia volle ingabbiare questo simbolo in una serie di autorizzazioni per la Sua riproduzione grafica.

E certamente, le centinaia di grembiuli da cucina che ne riportano l’effige o i gadget che riproducono le fattezze del re di Israele si sono sottoposti alle forche caudine dei regolamenti e delle prassi amministrative!!

I burocrati dell’arte saranno certamente soddisfatti del mare di carta in cui sicuramente saranno affogati a suon di istanze, ma qualche dubbio riguardo alla liceità amministrative del davidismo fiorentino formato turistico, onestamente viene

Forse che la questione sia stata trascurata perché, insomma, quando si portano soldi soprattutto stranieri si può chiudere un occhio?

Ma quando naturalmente a usare l’immagine del David è quel “cattivone” di Vannacci si vanno a ripescare cavilli da usare come cavalli contro Futuro Nazionale.

Si preferisce chiudere gli occhi rispetto alla necessità di ripristinare un’identità cittadina completamente violentata dallo stato di degrado della città in preda a orde di nuovi barbari nella totale indifferenza della politica cittadina

Oggi che avremmo bisogno di David che con i valori di cui è portatore sconfigga nuovamente Golia, scopriamo che è bloccato dai lacciuoli dei regolamenti e dai lacci delle procedure.

Ora che servirebbe Bellezza e Forza per difendere la città scopriamo che il simbolo per eccellenza non può essere usato nemmeno con scopo evocatorio

Scopriamo che il vero nemico della città è il fascismo (aridajeee) mentre tutto il resto evapora nell’ consueta narrazione Sinistra capace solo di evocare fantasmi inesistenti salvo ignorare quelli reali .

Ah a proposito di Vannacci si ricorda che l’art. 108, comma 3-bis del Codice dei beni culturali prevede aree di libertà per “riproduzioni senza scopo di lucro, anche per finalità di libera manifestazione del pensiero”

Quindi il sospetto è che il punto non sia giuridico ma politico. E su questo punto, la sinistra ha ben poco da insegnare.

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