La sinistra fiorentina trova sempre il modo di stare dalla parte sbagliata della storia
Mentre il mondo democratico reagisce con incredulità festeggiando gioiosamente in tutte le piazze del mondo per la caduta di un dittatore, a Firenze accade l’impensabile ma ormai prevedibile: la sinistra locale manifesta contro la fine del regime di Nicolás Maduro
Un evento che altrove viene salutato come la possibile conclusione di una tragedia umanitaria — milioni di profughi, fame, iperinflazione, collasso dei servizi essenziali — qui diventa il pretesto per una protesta ideologica fuori dal tempo.
Striscioni, slogan antiamericani e una difesa implicita (quando non esplicita) di un uomo che ha portato il Venezuela dalla ricchezza petrolifera alla miseria strutturale
Certo, l’intervento degli Stati Uniti può essere criticato nella forma, per l’assenza di un chiaro mandato giuridico internazionale. Ma criticare la forma non significa difendere il contenuto di un regime autoritario.
Maduro non è un simbolo di libertà, ma il principale responsabile politico di uno dei disastri economici più gravi del XXI secolo
Eppure la sinistra fiorentina riesce nell’impresa di rovinare perfino i festeggiamenti degli esuli venezuelani, persone scappate a milioni da un paese ridotto alla fame da politiche economiche folli.
Un gesto che segna una squalificazione politica totale, unica nel panorama occidentale
Viene allora da chiedersi cosa riserverà il futuro: manifestazioni in difesa degli ayatollah di Teheran? Veglie per Putin? Preghiere affinché non cada la Corea del Nord?
Il filo conduttore sembra sempre lo stesso: se un regime è antiamericano, allora va difeso, indipendentemente da quanto sia liberticida e fallimentare.
Il tutto mentre Firenze — amministrata da decenni dalla stessa area politica — è diventata la città più cara d’Italia, con servizi sempre peggiori, un sistema di trasporto pubblico eterno incompiuto e una microcriminalità ormai fuori controllo.
Caracas come modello, non solo ideologico
Come disse qualcuno:
“Il comunismo riuscirebbe a far scarseggiare la sabbia nel deserto.”
In Venezuela è riuscito persino a far mancare la benzina
Meditate, fiorentini. Meditate e studiate la storia se non l’economia.

