Non so proprio da dove cominciare, ma alla fine il denominatore comune è sempre il solito: la Sinistra. E questa volta con la S maiuscola, tanto per non sbagliarsi.
Dato che un punto di contatto, un fil rouge, deve esserci (oltre alla sinistra Sinistra, e qui il gioco di parole ci sta), cominciamo dal calcio.
Giani e i quattrini (dei toscani) e lo stadio di Firenze
La premiata ditta Nardella (fu sindaco), Funaro (sindaco), Giani (doppio governatore), dopo aver partorito la genialata di voler togliere ogni possibilità di un intervento imprenditoriale per la realizzazione di uno stadio privato a due (2!) industriali – leggi Della Valle e Commisso – solo per poter dire “lo stadio è mio”, si sono accorti che la situazione è ingestibile. Nardella adesso fa quello che non ne vuole sapere, lui è in Europa. Cazzi vobis.
La patata piddiana bollente è quindi tutta nelle mani della povera Funaro e di Giani che se la rimpasta da una mano all’altra. Entrambe sinistre a onor del vero.
Cosa succede? Che i lavori non vanno piano. Sono fermi. Non importa essere geometri per vedere che non si muove un martello in quel che una volta era la Curva Fiesole. E perché è tutto fermo? I più maligni (quindi io) potrebbero sostenere che “finiti soldi, finito amore”.
Già, dopo essersi accorti di essere fuori budget di un cinquantino di milioni, poi settanta e (per ora cento – cento – cento, tipo ruota della fortuna) mi sa che si sono chiusi alcuni rubinetti. E le ditte appaltatrici mica sono fesse: pagare denaro, vedere cammello. Lo dice anche Lotito.
Allora ecco Giani che, mascherina sugli occhi (non si sa se da supereroe o altro) declama: ve li do io dalla Regione!
Perché? Presto fatto. La cittadinanza li ha già perdonati una volta, rivotando Sinistra alle comunale e alle regionali. Ma se lo stadio non si fa per manifesta incapacità, mi sa che questa volta si devono tutti trovare un lavoro vero.
Per non parlare dei fondi PNRR che se non termini le opere in tempo fanno come Marilyn Monroe: bye bye baby!
Il calciatore israeliano e l’assessore pro-pal
Continuiamo la svolta a sinissstra. Sibilando. La Fiorentina ingaggia un giocatore. Nazionalità: israeliana. Colpe: aver dichiarato che nella guerra israelo-palestinese, è dalla parte israeliana. Solo a me pare una cosa normale?
Dico io: se l’Italia fosse in guerra con la Francia, per chi fareste il tifo? Oddio, a Firenze ci sta di tutto e magari la gente fischierebbe la Marsigliese.
Arriva un tizio bene identificato da Sestograd (al secolo Sesto Fiorentino, ma qui AVS è andato oltre il 30%, capite voi…). Tale Jacopo Madau, assessore alla cultura. Uno dichiaratamente pro-pal. Come se avessero fatto Pacciani ministro alla famiglia. Che fa costui? Un post (tanto ormai si comunica così) dove dice: “non è il benvenuto a Firenze e non può rappresentare la nostra città e la Fiorentina”.
Punto primo: sei un esponente pubblico e quindi devi essere più in grado di tenere a bada le tue emozioni. Fanno dei corsi serali, nel caso.
Punto secondo: sei di Sesto Fiorentino, chi ti dà il diritto di parlare a nome di tutta la città di Firenze?
Punto terzo: hai mai sentito parlare di “istigazione all’odio razziale”? Roba di cui voi vi riempite la bocca. Ecco: lo stai facendo preciso preciso.
Vorrei vedere se si comprasse un terzino cinese: ve li immaginate AVS, PD, 5S boicottare il giocatore per Hong Kong o Taiwan? La battuta migliore sarebbe se arrivasse un centrocampista russo. Tilt mentale della sinistra.
RESTIAMO AL CALCIO E LASCIAMO FUORI COSE PIÙ GRANDI DI NOI.
Poi, la cosa che mi fa veramente incavolare (vorrei usare un altro termine, ma lo avete già capito da soli), è leggere certi giornalisti che di sport si dovrebbero solo curare, fomentare questa cosa in maniera scientifica e telecomandata. Del resto alcuni hanno la lingua talmente infilata nel colon dei sovrani, che a malapena riescono a respirare.
Cosa succede in Iran?
A proposito di giornalisti al servizio del PD. Qualcuno ha letto di quello che sta succedendo in Iran? Che forse tra poco potremo richiamarlo Persia?
No. Nessuno ne parla. O quasi.
I Persiani si sono rotti del regime di Teheran. Degli integralisti. Vogliono tornare ad essere un popolo libero e fiero. E sta davvero per succedere. Ma questo non va bene. In Europa non si deve sapere che l’Islam più radicale sta perdendo una delle nazioni più importanti, dall’interno. Tutte le politiche idiote dell’integrazione spinta tanto cara alla sinistra subirebbero un colpo micidiale.
Ordine di scuderia: non se ne deve parlare! Sennò in Europa faranno lo stesso. Menomale che le informazioni, a giorno d’oggi, non possono essere messe a tacere – ne sa qualcosa Signorini – e qualcuno lo sta dicendo.
Per adesso basta. Il fegato mi sta scoppiando e ho scritto anche troppo.
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