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La Sentenza Sea Watch: l’abnormità che grida vendetta

di Alessandro Scipioni
20 Febbraio 2026
In Politica
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La Sentenza Sea Watch: l’abnormità che grida vendetta

L’Italia ha il diritto sacrosanto di difendere i suoi confini o smette di esistere come Nazione.

Ignazio La Russa, Presidente del Senato, ha usato le parole giuste: «sentenza abnorme», «assurda», che premia chi ha speronato una nave delle forze dell’ordine italiane.

Ha ragione da vendere. E Giorgia Meloni, nel denunciare senza tentennamenti questo scandalo, ha fatto il suo dovere di Premier. Ma ora basta con i giri di parole.

È il momento di dire le cose come stanno, senza ipocrisie buoniste

Se esiste un diritto all’esistenza dei Popoli, esiste anche il diritto di resistenza a quella che sta diventando una vera e propria invasione indiscriminata. Non è retorica: è realtà. Una nazione senza confini regolamentati non è più una nazione. È un territorio aperto a chiunque, un terreno di nessuno, una terra di conquista per chi arriva senza chiedere permesso. Chi lo nega sta semplicemente cancellando il concetto stesso di Stato sovrano.

I diritti umani?

Li rispettiamo eccome. Si possono mandare rifornimenti alimentari, assistenza medica, soccorsi in mare. Ma chi entra e chi non entra nel nostro Paese lo decidiamo NOI, liberamente e sovrani. Punto. Non le ONG, non i trafficanti, non i tribunali di Palermo che trasformano i pirati del Mediterraneo in vittime risarcite.

E invece no: ci condannano a pagare 76 mila euro più 14 mila di spese a chi ha speronato le nostre motovedette.

Dovremmo essere NOI a sequestrare quelle navi, a farle risarcire per i danni enormi che l’ingresso indiscriminato sta causando: insicurezza dilagante nelle città, criminalità organizzata, tensioni sociali, costi per la sanità, per la giustizia, per l’ordine pubblico

Dovremmo essere NOI a pretendere risarcimenti miliardari per tutti gli eterni problemi di sicurezza che questo fenomeno ha scaricato sulle spalle degli italiani.

La sinistra, quella vera, quella che ancora oggi giustifica tutto in nome dell’“accoglienza”, dimostra ancora una volta di non tenere minimamente agli italiani. Per loro l’insicurezza delle nostre periferie, delle nostre stazioni, delle nostre scuole non esiste. Esiste solo il “diritto” di chi arriva.

Gli italiani? Che si arrangino.

Chi prova in qualunque modo a forzare i nostri confini va respinto. Chi osa mettere a rischio l’incolumità di chi li vigila – Guardia di Finanza, Marina, Polizia – deve finire in galera. E buttare via la chiave. Non ci sono attenuanti, non ci sono “cause umanitarie” che giustifichino aggressioni alle forze dell’ordine.

Le leggi le fa il Parlamento italiano, non l’Africa, non Bruxelles, non le navi delle ONG

E qui il discorso si allarga, perché questa sentenza abnorme arriva proprio nel pieno della campagna referendaria su un tema preciso – la separazione delle carriere tra giudici e pm – ma il contorno è molto più ampio. In gioco c’è la separazione reale delle prerogative costituzionali che la Carta già prevede, ma che troppo spesso rimane sulla carta. Sergio Mattarella ha fatto il suo richiamo al rispetto tra organi costituzionali.

Giusto, in teoria. Ma viene in mente subito un suo grandissimo predecessore: Francesco Cossiga

Cossiga, con un atto di coraggio politico e istituzionale che oggi in pochi avrebbero, difese sia l’indipendenza della magistratura sia l’indipendenza della politica. Non accettò che una invadessero l’altra. Non permise che il CSM diventasse un contropotere. Non tollerò che la giustizia diventasse arma politica. Ecco il modello: rispetto sì, ma rispetto reciproco vero, non a senso unico.

L’Italia ha il dovere di riprendersi la sua sovranità. Se non lo fa ora, con questa sentenza che premia chi attacca le nostre navi, con queste ONG che fanno da traghettatori a pagamento, con questa sinistra che guarda altrove mentre gli italiani vivono nell’insicurezza, allora sì che perderemo per sempre la prerogativa di essere una Nazione

Difendiamo i confini. Sequestriamo le navi. Respingiamo chi forza. E risarcimenti? Li pretendiamo NOI.

L’Italia non è in svendita. L’Italia è casa nostra. E chi entra, entra solo se lo decidiamo noi. Altrimenti fuori. Senza se e senza ma.

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Tags: IN EVIDENZAMAGISTRATURA DEMOCRATICAONGSBARCHISEA WATCH
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