La salute di Di Battista non cancella le responsabilità: la critica resta, l’augurio di guarigione anche.
La notizia del ricovero di Alessandro Di Battista, pare in condizioni gravissime (alcune fonti parlano di coma), impone innanzitutto una considerazione umana: di fronte alla malattia, l’auspicio non può che essere uno, sincero e senza riserve, quello di una pronta e totale guarigione
Su questo non possono esserci dubbi.
Chi scrive è praticamente coetaneo di Di Battista e quindi in un certo senso anche personalmente colpito da quanto accaduto a un giovane uomo, padre di due figli piccoli e compagno di una giovane donna cui va tutta l’umana solidarietà.
Al contempo, augurare a una persona di guarire non significa automaticamente assolverla da ciò che ha fatto, detto o rappresentato nel dibattito pubblico
Ritengo Di Battista colpevole di responsabilità culturali e politiche che sono incancellabili e che hanno contribuito al riemergere di teorie complottiste inaccettabili e fantasiose dalle conseguenze dannose.
Di Battistan(assieme a tanti altri) rimane colpevole di questa deriva che chi scrive combatterà sino all’ultimo. Sul piano dei contenuti non personale.
Non servono sconti, né trasformare una condizione personale in una sorta di immunità morale. La malattia merita rispetto; le idee, le azioni e le responsabilità pubbliche quel rispetto non lo avranno mai da parte mie.
Le posizioni sulla Russia, quelle su Gaza, la deriva antioccidentali, l’impostazione ipocritamente terzomondiste di cui Di Battista è alfiere hanno contribuito a diffondere propaganda fake, antidemocratica e antisemita.
Perciò continuo a ritenere che l’opera di Di Battista vada ferocemente avversata sul piano politico e culturale, la Sua figura di “che Guevara” moderno è e rimane patetica oltre che dannosa
E ora che si avvicinano le elezioni politiche non è (era?) da escludere una sua nuova discesa in campo con un nuovo soggetto politico ancora più estremista del Movimento 5 Stelle che andrebbe ad amplificare temi e metodi che reputo assai pericolose.
E per dimostrare quanto sia inaccettabile e dannosa la propaganda di odio sparsa da Di Battista basta osservare le teorie complottiste dei suoi fan che già hanno iniziato a cianciare di responsabilità del Mossad in quanto occorso all’attivista.
Segno evidente che il pubblico che ama Di Battista è un pubblico da cui tenersi lontano e che il suffragio universale a volte determina veri e proprio koan zen
Qui mi fermo per non essere accusato di essere antidemocratico ma quel che è certo è che continuerò a combattere senza sosta questo tipo di false idee. Il tema dunque – lo ripeto – non è personale, ma di merito e di metodo.
Naturalmente, criticare ferocemente qualcuno, non significa desiderarne il male. Prassi molto diffusa a sinistra dalla quale mi pregio di essere distante.
Anzi, proprio perché siamo diversi da Di Battista e il suo fan club, noi auguriamo all ex 5 stelle di guarire presto, magari grazie a farmaci israeliani, possibilmente redento dalle idiozie che ha sparso in questi anni.
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