Quanto vorrei un ristorante per potermi lamentare della mancanza di camerieri

La retorica dei giovani fannulloni che non vogliono fare la gavetta: ma è davvero così?

Lavoro – Quanto vorrei un ristorante. Scriverei subito il mio post di sdegno su Facebook, accusando questi giovani fannulloni che non hanno più voglia di lavorare. «Non sanno cosa sia la gavetta! Ai tempi miei ci spaccavamo la schiena!!».

Finalmente potrò essere amico di Alessandro Borghese, perché ragiona come me: la gavetta non va pagata e se vuoi imparare è meglio farlo nel weekend, quando c’è più gente e si chiude più tardi; poi per il contratto vediamo. Alla fine, ti fa curriculum aver lavorato da Gigi il Caciottaro.

Le lamentele sul reddito di cittadinanza

Sarebbe bellissimo dare una gomitata complice a tutti i miei colleghi di sventura: agli albergatori, ai proprietari di bar, pub e stabilimenti balneari per andare a brontolare su tutti i giornali che non si trovano cuochi e commis. Quanto vorrei avere un ristorante per poter

protestare contro il reddito di cittadinanza che arricchisce questi camerieri scansafatiche. E non mi venissero a dire che non c’entra niente. Forse non lo sapete, ma lo prendono circa 1 milione e mezzo di persone ed è chiaro che sono tutti camerieri che vogliono vivere sulle nostre spalle. E non credo nemmeno ai dati del ministero del Lavoro, secondo cui nel 2020 solo il 9% delle persone che percepiscono il reddito di cittadinanza ha tra i 18 e i 24 anni.

I giovani fannulloni 

Questi giovani sono fannulloni, fidatevi di me. Già sento le voci degli esperti del lavoro: “se non trovi dipendenti puoi sempre rivolgerti al Centro per l’Impiego”. Certo come no, non li conoscerò

personalmente, ma ho sentito parlare molto male di quei postriboli: sono gratuiti perché i contratti li decidono loro, le paghe le decidono loro e dobbiamo anche ringraziarli. Io da ristoratore non ringrazio proprio nessuno, forse non tutti sanno che il salario medio in Italia dal

1990 al 2020 è diminuito del 2,90% (l’Italia è l’unico paese europeo dove i salari sono diminuiti, in germania sono aumentati del 35% – Fonte:elaborazione openpolis su dati Ocse) e ora ditemi perché proprio noi dobbiamo aumentarlo. A dei camerieri poi. Non ci scordiamo che i nostri ristoranti sono stati chiusi per due anni a causa della pandemia, dobbiamo rifarci in qualche modo.

Ma è tutta colpa dei life coach?

La verità è che, anche se l’ho sempre sognato, non avrò mai un ristorante e non potrò più fare il cameriere. E la colpa è tutta dei life coach. Ci hanno fatto credere che la vita è una e va vissuta appieno (che in pratica significa farsi l’ennesimo spritz alle 19.00 invece di preparare i coperti per la cena).Una volta si lavorava e basta, ma non lo vivevi come un sacrificio, anzi, era un viatico per conquistare un ruolo nella società, per una vita migliore o magari per comprarti casa.

Quale casa? Oggi siamo tutti nomadi e grazie ai voli super low cost lavoriamo in smart dalla spiaggia. Siamo tutti digitali perché ci basta aprire un MacBook, ma guai a farci aprire una sdraio.

Siamo nomadi digitali, mica spiaggini. Non puntiamo più ad avere il Rolex cafone, ma facciamo la fila per lo Swatch Omega, così sembri ricco, ma senza sacrificio. E io mi sentivo privilegiato quando facevo il cameriere per trentuno euro a sera (non chiedetemi il motivo di quell’euro in più). Forse ero davvero privilegiato o forse non avevo ancora incontrato questi maledetti life coach.

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FONTE: https://www.ilsole24ore.com/art/quanto-vorrei-ristorante-potermi-lamentare-mancanza-camerieri

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