La grandezza della massoneria nella Storia d’Italia
Riceviamo e pubblichiamo la riflessione di un lettore
La proposta di Roberto Vannacci di istituire un centro studi che guardi alla storia d’Italia senza le lenti del pregiudizio e del dogma è un a notizia che fa bene al cuore.
Un’ambiziosa opera di destrutturazione del pregiudizio riguardo la storia che intende restituire il passato alla dimensione della propria complessità al di fuori delle lenti ideologiche con cui l’hanno filtrata comunisti e cattolici
Se sul fascismo, Vannacci ha già iniziato la Sua provocatoria opera di contestualizzazione colpisce in positivo la sua rivalutazione della Massoneria anche alla luce dell’incompatibilità che lo statuto della Lega (partito di cui Vannacci è vice Segretario) prevede fra militante e massone.
La Massoneria, secondo l’impostazione di Vannacci è stata strumento fondamentale dell’indipendenza nazionale e della costruzione di uno Stato in cui si abdicasse una volta per tutte alla visione oscurantista della Chiesa dell’Ottocento
Ebbene, che la massoneria abbia giocato un ruolo fondamentale nell’identità italiana è circostanza nota e indiscutibile che nessuna istanza contraria può negare.
L’anelito di libertà, di laicità e di democrazia liberale portata avanti dall’istituzione libero muratoria costituisce un patrimonio di civiltà che è diventata parte dello Stato e oggi ne costituisce il paradigma benché ciò sia negato da tutti.
I valori di libertà eguaglianza e tolleranza costituiscono l’architrave di tutto il pensiero moderno e sono stati la linfa per cui oggi possiamo parlare seriamente di democrazia
In Italia, il percorso risorgimentale ha visto come protagonisti celebri massoni, da Cavour a Garibaldi (gran maestro del Grande Oriente d’Italia) a Mazzini, da sempre vicino alla Massoneria. Lo stesso inno italiano le cui prime parole compongono la sigla del partito maggioritario si deve a un massone.
Quel “Fratelli” d’Italia rimanda chiaramente alla nozione massonica di fratellanza
Negarlo è stupido, riciclare il concetto in chiave diversa è antistorica.
Ebbene l’impalcatura ideologica della Massoneria unitamente al coraggio e all’azione di tanti “Fratelli” hanno reso possibile la costruzione dello stato italiano e della libertà. E tutto questo quando la Chiesa tentava disperatamente di opporsi a tale processo costringendo le neonate istituzioni statali alla Breccia di Porta Pia per scalzare il Papa dal trono.
Privilegi ammantati di un universalismo costruito ad arte nella storia ma che la massoneria ha avuto il pregio di relativizzare
Di rendere una verità tra le verità in nome di un ideale più grande che era la libertà di ciascuno di credere nel proprio Dio Senza che ciò comportasse alcuna discriminazione. Roba realmente rivoluzionaria cui oggi siamo tutti tributari.
Oggi è bene ricordare che la democrazia e la libertà stavano da una parte e la chiesa cattolica dall’altra
In competizione ambedue hanno nel tempo contribuito a costruire l’identità italiana e come tale tutte e due meritano rispetto, ma Senza alcuna subordinazione gerarchica della Massoneria rispetto all’istituzione ecclesiastica.
Un rapporto dunque complesso che merita di essere compreso e vagliato alla luce della ragion storica Senza alcun pregiudizio
Quel pregiudizio che ancora si annida negli atti di riprovazione verso i massoni cattolici che la Chiesa non riesce a cancellare e ultimo colpo di coda di una gerarchia che teme la libertà di espressione e di culto per preservare un orticello “morale” sempre più in crisi di consenso.
Se la massoneria e i massoni sono sempre stati il capro espiatorio perfetto per i mali del mondo, oggi è giunto il momento di invertire la tendenza
Ebbene proprio per questo è fondamentale l’opera annunciata da Roberto Vannacci per estrapolare la storia dal dogma e dal pregiudizio che sorvola sui fatti per inseguire le opinioni e le teorie.
Tale tentativo merita un plauso anche per liberare la massoneria dalla sindrome della P2 e restituire il ruolo di privilegio che essa possiede a ogni latitudine
Se altrove essere massone è elemento di vanto e orgoglio, in Italia il combinato disposto tra cattolicesimo e sindrome da P2 fanno vergognare i fratelli dell’istituzione cui appartengono.
Oggi forse una pagina nuova può essere scritta, con buona pace dei clericali baciapile
Ed è una sfida che riguarda non solo una rivoluzione culturale di cui questo Paese ha necessità per rilanciare un dibattito storico, ma anche la politica il cui pregiudizio antimassonico si annida in molti Statuti dei partiti (compreso, come detto, quello del Generale).
Sarebbe l’ora che questi pregiudizi vengano cancellati restituendo ai massoni la libertà di fare politica se lo vogliono e quindi di smettere di perpetrare l’odio antilatomistico che non ha davvero ragione di esistere

