La fierezza perduta dell’occidente

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Chissà se l’occidente, dopo questa crisi capirà che per riavere forza e deterrenza deve iniziare ad essere fiero di se stesso?

In un suo celebre discorso, Ronald Reagan raccontò la storia di due suoi amici che ebbero una conversazione con un uomo d’affari cubano che era dovuto scappare in America a seguito della rivoluzione di Castro. Uno dei due americani diceva di rendersi conto di quanto fossero fortunati, ed il cubano replicava che il fortunato era lui, ad aver avuto un posto dove fuggire. Reagan affermava che quando avremmo perso la libertà qui da noi (lui intendeva in America, ma chiaramente si può adattare la frase a tutto il mondo occidentale) non ci sarebbe stato più alcun posto dove fuggire.

Questa storia dovrebbe far capire che noi occidentali abbiamo minato la nostra grandezza. Pperché siamo stati tanto imbecilli, pur non negando che anche la nostra civiltà ha dei difetti, a non renderci conto che aveva ragione Winston Churchill quando asseriva che la democrazia è la peggior forma di governo dopo tutte le altre.

Sicuramente quello che noi abbiamo esportato non è perfetto, siamo esseri umani, ma sicuramente la liberale democrazia occidentale ha fatto fare grandi passi avanti all’umanità dei quali non bisogna vergognarsi.

Le colpe e i meriti dell’occidente

Chiediamolo ai cittadini di Hong Kong e di Macao, se non rimpiangono l’amministrazione da parte dei paesi occidentali. Chiediamo loro se non facevano una vita migliore, dal punto di vista delle libertà, dei diritti, del valore della persona umana.

L’occidente deve essere fiero di se stesso. Basta con la cancel culture, basta con il politicamente corretto. Basta con la questione della perennemente, quanto storicamente assurda, colpa dell’Occidente.

Le ragioni della nostra debolezza stanno nel non comprendere che la grandezza della nostra civiltà va insegnata e tramandata ai nostri giovani.

Non siamo i migliori a questo mondo? Va bene. Ma sicuramente questo mondo senza di noi sarebbe molto peggiore.

Oggi siamo guidati come mondo libero da un nonnetto che dovrebbe avere il pregio di ricordare un tempo in cui il sogno americano era il sogno del mondo. Non il difetto di cullare i suoi consensi su chi fa del tutto per rovinare la grandezza di quell’occidente libero dove tutti sono cittadini. Di quel modello che ha ispirato i sogni di libertà e di riscossa di tanti oppressi in tutto il mondo.

 

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