La dura vita del poliziotto

poliziotto

Il poliziotto (non me ne vogliano le discepole della BoldrinA se uso il termine maschile), fedele servitore dello Stato. E dallo Stato bistrattato e umiliato. Mi viene in mente una canzone di De Gregori: ma come fanno i marinai? Ecco: ma come fanno i poliziotti?

Come fa una donna, un uomo, con uno stipendio onestamente basso, tutte le mattine a svegliarsi e ad andare a rischiare la propria vita senza avere un minimo di tutela da parte di chi dovrebbe proteggerli? Perché la realtà dei fatti è questa.

In Italia, fare il poliziotto non è un mestiere, ma un martirio.

Proprio l’altro giorno, un mio amico delle volanti di Firenze mi ha detto: sai che oggi abbiamo la prima squadra decimata? Su Firenze praticamente non c’è una volante disponibile perché uno psichiatrico ha scassato alcuni colleghi!

Io non sono cascato dalle nuvole. Ormai, dopo 25 anni di servizio notturno in ambulanza, so che quando trovi uno psichiatrico la situazione diventa complicata: certe volte non riusciamo proprio a tenerli fermi.

Ho fatto allora una domanda: ma il taser? E qui ho visto lo scoramento: il taser ce lo hanno levato perché poteva essere pericoloso.

La peggiore polizia al mondo, ma non per colpa loro

La situazione quindi è questa. Attrezzature scadenti e spesso difettose. Agenti che devono camminare con gli stessi anfibi per anni, oppure comprarli per conto loro. Cinturoni che cadono a pezzi col forte rischio di perdere la pistola per strada. Volanti che hanno problemi meccanici.

Per tacere della cronica mancanza di personale.

In più i nostri agenti hanno delle regole di ingaggio nebulose e che favoriscono i criminali. Praticamente, ad oggi, l’unico modo in cui possono arrestare un criminale è dicendogli: scusa, posso arrestarti? E se il criminale scappa… mica possono inseguirlo e prenderlo con la forza. No, povero cucciolo, non si può usare le brutte maniere.

Poi bisogna anche ringraziare la depenalizzazione dei reati cosiddetti “minori” avvenuta sotto il Governo Renzi e una giustizia che il mattino dopo scarcera tutti gli arrestati. Infatti alcuni poliziotti si chiedono: ma cosa li arrestiamo a fare che domani li troviamo di nuovo in giro? Domanda legittima.

Provate ad andare un po’ a vedere nelle altre nazioni europee cosa succede: lì i malviventi hanno paura della polizia. Paura vera. Andate a vedere cosa succede nelle manifestazioni non autorizzate. I poliziotti da noi prendono estintori in testa e sputi in faccia. E magari si intesta un’aula parlamentare a chi tira loro gli estintori.

In Svezia invece vanno a cavallo. E se magari il cavallo si innervosisce e ne scassa qualcuno a calci, beh mica è colpa del cavallo.

Telefonini e politica imbecille

Poi ora ci sono i telefonini, con i quali si immortala tutto. E i telegiornali compiacenti (quindi quasi tutti), fanno dei bei taglia e cuci, facendo vedere solo quanto sono fascisti i poliziotti e non quante botte prendono nel muso prima di reagire. Tutti pronti subito ad indignarsi per la violenza della polizia. Ma per la violenza, continua, subita dalla polizia non c’è nessuno che si straccia le vesti.

E la colpa, la velenosa colpa di tutto questo di chi è? Dei loro datori di lavoro. Dello Stato. Di quella parte della politica che vuole mettere mazzi di fiori nei cinturoni. Che toglie il taser (usato in tutto il mondo) perché dà la scossa. Di quei parlamentari che denigrano pubblicamente la figura del poliziotto. Quotidianamente.

Siete delle persone spregevoli. Invece di baciare il terreno dove camminano le forze dell’ordine, le insultate. Mi fate schifo.

Però vorrei vedere se vi levassero la scorta (fatta di poliziotti) come reagireste. Anche al caro Saviano, bisognerebbe levarla. Vorrei vedere se entrassero nella vostra villa al mare, chi chiamereste. Se vi svegliaste nel cuore della notte perché una banda vi è entrata in casa e vi prendesse a pugni per farsi aprire la cassaforte.

Allora viva la polizia, viva il pugno duro. Sto vomitando!

Date a questi ragazzi e ragazze un modo vero di lavorare, di proteggerci. Cominciate a lodare e ringraziare pubblicamente il loro operato. Il lavoro del poliziotto è un lavoro pericoloso, difficile e fatto unicamente di passione. Non sono dei parassiti come voi che siete buoni solo a criticare con i vostri lauti stipendi.

 

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