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Home L'Editoriale

La democrazia arriva dal cielo: pioggia nera e irritazioni a Teheran dopo i raid israeliani

di Francesco Petrone
10 Marzo 2026
In L'Editoriale
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La democrazia arriva dal cielo: pioggia nera e irritazioni a Teheran dopo i raid israeliani
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La democrazia arriva dal cielo: pioggia nera e irritazioni a Teheran dopo i raid israeliani

Tanto agli israeliani è tutto permesso: sono i prediletti di Dio, possono radere al suolo intere città perché rappresentano i nostri valori di umanità e la democrazia.

L’aviazione israeliana ha bombardato depositi di carburante, una raffineria e un sito di trasporti e distribuzione di prodotti petroliferi, tutti situati nei dintorni di Teheran

È la prima volta che viene preso di mira, da parte delle forze israelo-statunitensi, questo tipo di obiettivi sul territorio iraniano. Una nuvola nera e tossica rende l’aria irrespirabile a Teheran.

Gli attacchi, come riferito dal New York Times, si sono concentrati nella notte tra sabato 7 e domenica 8 marzo. Anche il ministro del Petrolio della Repubblica Islamica ha confermato i raid. Al di là degli obiettivi bellici, il risultato per la popolazione che vive nella capitale iraniana è un disastro ambientale.

Secondo quanto dichiarato dal ministero degli Esteri di Teheran, ciò segna “una nuova pericolosa fase del conflitto e costituisce un crimine di guerra”.

La megalopoli, nella quale vivono quasi dieci milioni di abitanti, è avvolta in questo momento da una densa nube nera e tossica, conseguenza degli incendi divampati nei depositi dopo i bombardamenti

I roghi sono stati particolarmente violenti: i vigili del fuoco hanno lavorato per lunghe ore prima di riuscire a domare le fiamme.

Le fiamme hanno bruciato per ore. “Ho visto scendere pioggia nera”, ha raccontato un testimone.

Ad essere colpiti sono stati in particolare i depositi di Shahran e di Aghdasieh, rispettivamente a nord-ovest e a nord-est di Teheran, così come una raffineria a sud della città e un altro sito a Karaj, a ovest. Secondo l’esercito di Israele, tali siti erano utilizzati per “fornire carburante alle forze armate dei Guardiani della rivoluzione”.

Ciò che è certo è che, per il momento, a pagarne le conseguenze è la popolazione civile. Una perturbazione sui cieli della città ha provocato infatti precipitazioni e gli abitanti hanno riferito un fenomeno anomalo: “La pioggia che è scesa era nera – ha affermato un ingegnere 44enne alla rivista Time -. Non potevo credere ai miei occhi. Perfino a Tajrish, a chilometri e chilometri di distanza dai depositi di carburante”.

Anche un inviato della CNN, presente sul posto, ha confermato che le gocce di pioggia sono sature di petrolio.

A Teheran la popolazione parla di irritazioni, mal di testa, labbra e gole che bruciano.

Ovunque la popolazione parla di un odore nauseabondo di petrolio bruciato. Balconi, davanzali, strade: tutto è colorato di nero, rendendo anche il paesaggio tetro e surreale. “È come se fosse stata spalmata una coltre nera. Abbiamo l’impressione che l’intera capitale sia sporca e ammalata”, ha commentato una donna, secondo quanto riferito dalla testata statunitense

“Oggi – prosegue l’abitante di Teheran – sono stata in macchina per soli quindici minuti. Ora ho mal di testa. La pelle del viso è irritata e arrossata, specialmente le labbra. Mi brucia, così come gli occhi. E respirando ho l’impressione di inalare gas lacrimogeni. Continuo ad avere bisogno di schiarirmi la gola”.

La Mezzaluna Rossa: “Rischi di bruciature chimiche e gravi lesioni polmonari”

La Mezzaluna Rossa ha lanciato un’allerta alla popolazione della capitale e delle zone limitrofe. In particolare, ha spiegato che le piogge possono risultare “estremamente acide e pericolose”.

Tanto da provocare “rischi di bruciature chimiche della pelle e gravi lesioni polmonari”.

Come se non bastasse, riferisce il Guardian citando a sua volta l’organizzazione sanitaria, “la pioggia potrebbe infiltrarsi nelle dighe di Teheran, contaminando anche l’acqua potabile distribuita nella città”.

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Tags: GUERRAIN EVIDENZAIRANISRAELETeheran
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