Quando la Bce bacchettava il Governo sulla limitazione del contante

Altro che regalo agli evasori o misure contrarie al PNRR. La BCE era contraria al tetto al contante

La Bce ha inviato nel 2020 una lettera al Governo Italiano dove bacchettava l’esecutivo sulla limitazione del contante, e per non essere stato interpellata in tal senso.

Che tali interventi siano inutili e dannosi per l’economia già precaria del nostro paese è risaputo, come anche costituiscano una menomazione della libertà individuale

Anche la Banca Centrale Europea dimostrava di essere scettica verso questa ricetta, presentata a suo tempo da PD e M5 Stelle come la panacea per tutti i mali della nostra Italia e una ricetta contro l’evasione fiscale.


Il senatore fiorentino Alberto Bagnai aveva rivelato dell’esistenza di una lettera “segreta” o comunque riservata, che la Bce avrebbe inviato al Governo italiano, in particolare al ministro dell’Economia, in merito alla limitazione sull’utilizzo del contante.

Ricordiamo che il governo Conte, nella Finanziaria, aveva stabilito che dal  primo luglio 2020 il limite per i pagamenti in contante scendesse da 3mila a 2mila euro, per poi abbassarsi ulteriormente a mille euro a partire dal primo gennaio 2022.

I casi precedenti

La Banca Centrale Europea aveva già raccomandato a Grecia e Spagna un aumento della soglia al contante, in quanto la Grecia aveva previsto un tetto massimo di 500 euro, una cifra sproporzionata alla luce delle possibili ripercussioni negative sulla società, e la Spagna, invece, aveva pensato ad un limite massimo di 1.000 euro per operazioni di carattere commerciale (negozi) e prestazioni professionali.

La Banca Centrale Europea riprendeva il Governo Italiano,  per non essere stato consultato sul decreto legge 124 del 26 ottobre 2019 coordinato con la legge di conversione del 19 dicembre, ed assumeva un atteggiamento a dir poco critico e bacchettava Conte sull’introduzione del limitazione all’utilizzo del contante, giustificato dai rossigialli per contrastare l’evasione fiscale.

La Bce faceva capire che il governo italiano, prima di intraprendere la lotta al contante, avrebbe dovuto avvisare Francoforte.

Non solo, la possibilità di effettuare pagamenti in contanti è spesso fondamentale per alcune classi sociali come anziani, immigrati e meno abbienti e soprattutto permette l’inclusione di tutta la popolazione nell’economia.
Da Bruxelles, è arrivata, quindi, una lettera che boccia la misura proposta dall’esecutivo italiano rosso giallo.


Ad aver ricevuto la missiva, come raccontava il quotidiano La Verità, sono stati il Ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, e i due presidenti delle Camere.

“Frenare l’uso delle banconote significa solo colpire le classi meno abbienti e i più anziani”.

Il tenore della missiva era lampante: “Mentre in uno Stato membro possono esistere in generale altri mezzi legali di estinzione dei debiti pecuniari diversi dai pagamenti in contanti, la loro disponibilità in tutti gli strati della società a costi comparabili con i pagamenti in contanti dovrebbe essere verificata con attenzione dalle autorità nazionali competenti”.
Il motivo, prosegue la Banca, è semplice: gli altri mezzi possono “avere caratteristiche diverse” rispetto ai classici pagamenti cash, e quindi “possono non costituire delle alternative del tutto equivalenti” e limitare il contante avrebbe potuto mettere “ampie fasce della popolazione” nella condizione di non poter accedere ai più tecnologici strumenti bancari di pagamento.

Con le critiche piovute alla Finanziaria 2022 del Governo Meloni ed il richiamo di Corte dei Conti e Bankitalia, c’è da chiedersi se veramente l’innalzamento del tetto al contante sia in contrasto con gli impegni europei ed il PNRR.

Alla luce della lettera della BCE testé riportata, appare chiaro che sono solo critiche precostituite strumentali.

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