Jamal Khashoggi: la giustizia che non possiamo permetterci!

“Si tratta di un episodio già ampiamente indagato”: asserisce il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un’intervista alla Nbc sul caso Khashoggi riferendosi direttamente al rapporto dell’Onu che incolpa Riad e richiede un’indagine imparziale e dettagliata sull’assassinio del dissidente saudita nonché giornalista Washington Post.
“Il Medio Oriente è un posto violento e ostile”, ha affermato Trump, sottolineando però come l’Arabia Saudita sia un alleato e un partner importante degli Stati Uniti. “Spendono tantissimi soldi e non sono così folle da dire che non si devono fare affari con loro. E se non facessero affari con noi li farebbero con la Russia o con la Cina”.
Se non facessimo noi a affari con loro li farebbero altri; fanno troppi investimenti, abbiamo troppi investimenti. In sostanza ci sono troppi interessi la ragion di Stato viene prima della giustizia.
Mohammad bin Salman Al Sa’ud, principe ereditario dell’Arabia Saudita, non lo si può mica processare. Non importa che l’omicidio di un giornalista dissidente, avvenuto con tecniche e ferocia da inorridire un torturatore medievale, resterà impunito o che possa diventare capo dello Stato con il quale non si può fare a meno di commerciare, il probabile mandante. Trump è stato corretto ho detto la verità, ha detto quello che la gente non vuole sentirsi dire e che Lega le mani ai governi occidentali.
Tanto guardiamo in faccia alla realtà, la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, i diritti umani non valgono con lo stesso peso in tutto il mondo e la democrazia non la si vuole per forza di cose esportare ovunque.
Ci sono paesi che per la loro importanza commerciale, strategica possono fare come vogliono. Si combatte il terrorismo, ma non si combatte l’Arabia Saudita che è la culla del fondamentalismo islamico. Si fa la morale della Repubblica islamica dell’Iran ed alla Siria che da sempre rispettano le minoranze religiose, ma tanto alla dinastia saudita non si può dire niente.
Caro Jamal, ovunque tu ti trovi adesso sono sicuro che puoi osservare come chiaramente le parole nella dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, nei testi costituzionali dei paesi che si rifiuteranno di fare giustizia, che garantiscono tutto quello che nel tuo caso è stato calpestato dai tuoi diritti umani, al diritto a dissentire in sicurezza di qualsiasi cittadino, alla tutela dei giornalisti, contano poco. Tutto questo non vale nel magico regno di Saud, per immunità assoluta di commerciale necessità. Pecunia non olet, neppure quando odora di sangue.

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