Italia seconda dopo la Cina. Oggi 1.326 contagi e 133 morti

ITALIA

Italia – Il commissario all’emergenza Angelo Borrelli ha aperto la conferenza stampa quotidiana con il numero delle persone guarite dal coronavirus: 622 (più 33 rispetto a ieri).

Una notizia positiva che va a contrastare un altro numero alto, quello relativo ai decessi. Sono 133 le persone morte oggi, mentre il numero delle vittime sale a 366 in totale.

Il totale dei positivi è 6.387, 1.326 in più di ieri. Di questi 2.180 in isolamento domiciliare, 3.557 ricoverati, 650 in terapia intensiva“, ha spiegato Borrelli. In Italia, dall’inizio dell’epidemia di coronavirus, 7.375 persone hanno contratto il virus cinese. Di queste, 366 sono decedute (+ 133) e 622 sono guarite. Attualmente i soggetti positivi sono 6.387. I pazienti ricoverati con sintomi sono 3.557 (+906); 650 sono in terapia intensiva (+83), mentre 2.180 sono in isolamento domiciliare fiduciario (+337).

Con questi numeri, l’Italia diventa il secondo Paese al mondo per contagiati: superata la Corea del Sud dove al momento si registrano 7.313 casi totali.

I decessi

Dei 366 deceduti con coronavirus in Italia 267 sono nella sola Lombardia, pari al 72,9% del totale. Altri 56 decessi sono avvenuti in Emilia Romagna e 18 in Veneto. Altre sei Regioni contano tra 1 e 7 deceduti ciascuna. “Le vittime sono sempre anziani, 60% ultraottantenni, la quasi totalità ultrasettantenni, e sono quasi tutti pazienti che hanno altre patologie pregresse. Da qui nasce la raccomandazione alle persone anziane di restare a casa, mantenere le distanze, evitare luoghi affollati. Cosa che riguarda tutti noi, perché anche i nostri comportamenti possono mettere a rischio la parte più fragile della popolazione“, ha spiegato Silvio Brusaferro, presidente dell’Iss.

Per quanto riguarda la criticità che gli ospedali della Lombardia stanno affrontando, Borrelli ha spiegato che “13 pazienti di terapia intensiva sono in corso di trasferimento dalla Lombardia nelle Regioni limitrofe, Piemonte, Liguria e Friuli Venezia Giulia“. Buone notizie anche sul fronte delle mascherine: “Stiamo firmando una serie di contratti che dal 12 marzo al 30 aprile ci metteranno a disposizione 22 milioni di quelle chirurgiche“, ha annunciato il capo della Protezione Civile.

La rivalutazione dopo 15 giorni delle misure adottate è stata positiva per contenere la diffusione del virus – ha spiegato il presidente dell’Istituto superiore di Sanità, Brusaferro -. L’elemento critico è che in alcune zone c’è una circolazione locale molto diffusa del virus, come nel primo gruppo di Regioni e province che hanno misure più restrittive. Ma vogliamo anche dare un segnale a tutto il Paese perché venga fatta prevenzione in modo da ridurre i focolai e il loro numero, per poter dare la migliore assistenza possibile a chi poi ne avrà bisogno. All’interno delle vecchie zone rosse è stata ora contenuta la diffusione, quindi il sistema adottato ha funzionato. Ora anche nelle zone dove i casi sono aumentati si adottano misure simili, visto che hanno funzionato e l’essenziale è rallentare il contagio. Ma dipende da noi che non circoli: il nostro comportamento è importante indipendentemente da dove ci troviamo“.

Lombardia

Dobbiamo ridurre in maniera drastica i contatti sociali: questa è l’unica arma per combattere il coronavirus“. Lo ha affermato l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera. “Non abbiamo medicinali specifici né un vaccino: la nostra arma è quella di rimanere a casa o avere un distanziamento dalle altre persone tale che riusciamo a frenare questo contagio“, ha continuato dicendosi “contento che il governo abbia preso una posizione formale“.

L’assessore ha fornito poi gli ultimi dati relativi alla Regione. “I numeri di oggi sono quelli di una battaglia sempre più difficile – ha spiegato -. positivi in Lombardia sono 4.189, con una crescita di 769 da ieri. Nelle terapie intensive siamo arrivati a 399 persone con un incremento di 40 pazienti. 756 sono le persone in isolamento domiciliare. 550 sono i pazienti dimessi. Crescono i decessi, siamo a 267 persone, con un incremento di 113″. Gallera ha infine sottolineato che la Regione è riuscita a ricavare “497 posti per la terapia intensiva, quindi è una battaglia che al momento stiamo ancora vincendo“.

Giorgia Baroncini www.ilgiornale.it

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