Il tramonto di Londra ​

Il tramonto di Londra

​La storia adora i paradossi, e la geopolitica contemporanea ne sta mettendo in scena uno decisamente bizzarro, invertendo ruoli che sembravano scolpiti nella roccia istituzionale dell’Europa.

C’era una volta il Regno Unito della stabilità proverbiale, la patria del bipartitismo solido, dei riti immutabili e di governi così longevi da legare i propri nomi a intere epoche storiche

Oggi, quel ricordo è sbiadito e lascia spazio a uno spettacolo inquietante: Londra assiste a un valzer di Primi Ministri così frenetico e caotico da far apparire la gestione di Downing Street quasi “all’italiana”, ricalcando i vizi della nostra peggiore Prima Repubblica.

​Mentre l’Inghilterra si avvita su se stessa, paradossalmente l’Italia sta vivendo un’insolita stagione di controtendenza che spiazza gli osservatori internazionali.

Bisogna riconoscere a Giorgia Meloni il merito politico intrinseco di aver portato nel Paese una stabilità governativa non indifferente, un valore di continuità che, nell’intera storia recente del centrodestra, era riuscito a garantire storicamente solo un altro leader, Silvio Berlusconi

Al contrario, la sinistra italiana ha sempre mostrato una natura strutturalmente molto più complessa, frammentata e incline all’autofagocitazione; una tendenza emersa chiaramente anche quando, pur avendo guadagnato una solida maggioranza numerica alle urne, l’area progressista finì per cannibalizzare ben tre Primi Ministri nell’arco di una sola legislatura, logorando se stessa e l’elettorato.

​Tuttavia, ridurre l’attuale e profonda instabilità britannica ai soli traumi e alle macerie politiche della Brexit sarebbe un errore superficiale

Il Paese è oggi profondamente diviso da contraddizioni interne e paralizzato dall’incapacità cronica della sua classe politica di dare risposte concrete ai problemi dei cittadini, ma la vera crisi è di natura sistemica e identitaria. Il Commonwealth, che per decenni è stato il pilastro dell’influenza geopolitica e il grande spazio commerciale di riserva di Londra, sta vivendo una crisi strutturale irreversibile, ormai insidiato e ridimensionato dall’ascesa di nuove e aggressive realtà emergenti.

​Il simbolo plastico di questo tramonto imperiale è la scelta strategica dell’India.

Un tempo componente essenziale del Commonwealth, nonché asse portante della storia e della grandezza britannica sui mari, oggi Nuova Delhi ha fatto la sua scelta di campo autonoma

Entrando da protagonista nel blocco dei BRICS, l’India ha ridefinito gli equilibri commerciali globali, dimostrando che il richiamo nostalgico dell’ex madrepatria non ha più alcun potere economico.

Privata del suo storico retroterra mercantile e incapace di rinnovarsi, la Gran Bretagna si ritrova così isolata, trasformata in un Paese fortemente instabile che ha smarrito la sua proverbiale certezza del diritto e del potere.

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