• Politica
  • Attualità
  • Cultura
  • Cronaca
  • Relax
  • Sport
oAdHoc News Quotidian
  • Politica
  • Attualità
  • Cultura
  • Cronaca
  • Relax
  • Sport
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Politica
  • Attualità
  • Cultura
  • Cronaca
  • Relax
  • Sport
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
AdHoc News Quotidiano
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home RIFLESSIONE

Il rischio di essere utili Pinocchi: studenti in piazza, i fili in mano a interessi poco chiari

di Simone Margheri
17 Ottobre 2026
In RIFLESSIONE
0
castello
19
VISITE
CondividiTwitta

Il rischio di essere utili Pinocchi: studenti in piazza, i fili in mano a interessi poco chiari

«Soldi per la scuola, non per le armi». Un cartello perfetto: breve, commovente, inattaccabile. Peccato che la realtà non sia un cartello, e che chi lo regge farebbe bene a chiedersi chi lo ha stampato.

Perché in questi giorni è esploso il caso dei soldi. Secondo la ricostruzione de La Verità, dai bilanci della Cgil risultano quasi 850mila euro versati in sei anni alle due sigle che guidano la piazza, l’Unione degli Universitari e la Rete degli Studenti Medi. Le stesse che coordinano tende, scioperi e cortei. Le stesse che, sempre secondo la stampa, hanno mandato una delegazione a Parigi a studiare come «fare come in Francia». E il sindacato, a quanto riferito, sulle richieste di chiarimento tace.

Intendiamoci: finanziare organizzazioni studentesche non è reato, e nessuno ha provato che i ragazzi siano pagati per sfilare. Ma una cosa è chiara: *chi paga la musica sceglie il repertorio.* E quei soldi non sono del segretario: sono quote di lavoratori e pensionati, prelevate dalla busta paga. Gli iscritti lo sanno? Qualcuno gliel’ha mai chiesto?

Piazza libera o piazza a libro paga?

La domanda è semplice e scomoda: quanta libertà di pensiero resta a un movimento che dipende, anno dopo anno, da chi lo convoca? Il segretario proclama lo sciopero, gli studenti rispondono presente. Il segretario critica il governo, gli studenti applaudono. Spontaneità? Chiamatela come volete, ma non chiamatela indipendenza.

I ragazzi, intanto, ci credono davvero. Affitti folli, borse di studio che non bastano, atenei in affanno: i problemi sono veri e fanno male. Ed è proprio per questo che il rischio è così amaro: *marciare convinti di essere protagonisti, mentre si recita un copione scritto altrove.* Utili Pinocchi, appunto: con tanta voglia di diventare bambini veri e qualche filo di troppo sopra la testa.

*Il dito e la luna: la scuola non muore per colpa dei cacciabombardieri*

E poi c’è lo slogan, che non regge nemmeno sul piano dei conti. Sì, l’Italia spende per l’istruzione meno della media europea, soprattutto per l’università, ed è una vergogna che nessun governo ha sanato. Ma chi indica nelle armi il colpevole sta guardando il dito. Oggi, tra interessi sul debito e scuola, vince il debito: In rapporto al Pil, gli italiani pagano più ai creditori che all’intero sistema d’istruzione. La spesa per la difesa, nelle previsioni della Banca d’Italia, resta ben sotto entrambe le voci.

Il vero avversario dei fondi per la scuola ha oltre tremila miliardi di euro, e si chiama debito pubblico. Ogni anno si mangia risorse che potrebbero andare ad aule, borse di studio e ricercatori. E a quel debito hanno contribuito decenni di politiche allegre, dal Superbonus ai bonus di ogni forma e colore. Chi chiede più soldi dovrebbe dire dove li prende: più tasse, meno servizi, più debito scaricato proprio sui ragazzi in piazza? Senza risposta, non è una piattaforma politica. È una letterina a Babbo Natale.

La difesa: il governo promette, la piazza ignora

Sulla difesa, la critica seria è un’altra, e il corteo non la fa. L’Italia si è impegnata con la NATO a portare la spesa al 5% del Pil entro il 2035, ma finora ha ritoccato i criteri contabili più che le capacità reali, e ha tentennato su strumenti europei che avrebbero aiutato i conti. Prendere impegni senza coprirli è il peggior vizio della politica italiana quella che oggi è all’opposizione. Questo è il bersaglio. Ma per vederlo bisogna leggere i bilanci, non solo i cartelli.

Pace sì, ma non a targhe alterne

Lo stesso vale per le bandiere. Soffrono i civili palestinesi, e meritano attenzione e tutela. Ma soffrono anche ucraini, israeliani, sudanesi, iraniani: le vittime non hanno colori di partito. Una solidarietà che sceglie chi piangere in base alla convenienza ideologica non è pacifismo: è propaganda. Chi marcia per la pace dovrebbe avere il coraggio di condannare ogni aggressione e ogni terrorismo, anche quando fa comodo tacere.

La domanda che nessuno vuole sentire

Non serve essere filogovernativi per dirlo. Anzi, la critica vera al governo è più esigente: scuola finanziata sul serio, difesa efficiente, conti in ordine. E trasparenza totale su chi finanzia chi. Perciò la domanda ai ragazzi è una sola, ed è fatta per prenderli sul serio: sapete chi paga davvero la vostra piazza? E se un giorno il mondo libero in cui siete cresciuti fosse minacciato, sareste pronti a difenderlo, o vi basterebbe il cartello?

La vera ingenuità non è essere giovani, né contestare. È credere che la libertà si mantenga da sola, che i soldi crescano sugli alberi e che una causa sia pulita solo perché lo slogan suona bene.

La libertà non si eredita una volta per tutte: si comprende, si difende e si paga, ogni generazione a modo suo.

E chi vuole cambiare il mondo cominci dal compito più difficile: conoscerlo, e sapere chi tiene i fili, prima di pretendere di giudicarlo.

Leggi anche:

https://www.adhocnews.it/

www.facebook.com/adhocnewsitalia

SEGUICI SU GOOGLE

Tags: IN EVIDENZAITALIA
Articolo precedente

Mancano 18 giorni alle Midterm e il Presidente Donald Trump e’ consapevole che il Texas e’ perso

Prossimo articolo

La Domenica dell’Arte

Prossimo articolo
La Domenica dell’Arte

La Domenica dell’Arte

Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Contatti e informazioni AdHoc News
  • Partners & Advertising
  • Privacy policy
  • Cookie policy

© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme.

Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Politica
  • Attualità
  • Cultura
  • Cronaca
  • Relax
  • Sport

© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme.