Il passato è tornato: Speranza crea la nuova Stasi e siamo noi

stasi

La parola ‘stasi’ è tornata prepotentemente alla ribalta in queste ore. Da quando il Ministro per la salute Speranza (in nome omen stavolta non vale) ci ha candidamente fatto sapere che in caso di riunioni domestiche con troppe persone il Governo si affiderà alle segnalazioni dei cittadini.

In poche parole lo spionaggio casalingo reciproco, la delazione, la denuncia di che devierà dalle regole che il Governo ci impone; una denuncia che arriverà dai nostri vicini di casa. Esattamente ciò che accadeva nella Germania dell’Est dove il ministero per la sicurezza di Stato (stasi appunto) è stato attivo dal1950 al 1990.

Adesso tocca a noi: siete pronti a denunciare il vostro vicino se sentirete rumori troppo chiassosi arrivare dal suo appartamento, oppure se vedrete troppe macchine parcheggiate nel garage condominiale? Perché il Governo ve lo chiede, anzi si augura proprio che lo facciate per bloccare la catena dei contagi e soprattutto per stimolare il nostro senso civico.

Noi, le spie del Governo

Dopo 7 mesi di pandemia il nostro Governo si affida dunque a noi e alla nostra voglia di spiare il prossimo per far sì che tutti rispettino le regole. Avrà pensato, il buon Speranza, che ormai siamo talmente tanto abituati al voyeurismo (dopo anni di social, reality e simili) che segnalare un vicino di casa ci sarebbe sembrata una grande idea per sentirci utili alla causa.

Si affida a noi, e non ad un piano serio e concreto, per arginare questa pandemia. Non vi sentite già un po’ più importanti? Come dite? No? E avete ragione, perché lo spionaggio casalingo era una prassi nella Germania dell’est del secolo scorso. Noi limitiamoci a continuare a spiare il prossimo dai vari profili social.

Forse non salveremo il mondo dalla pandemia di coronavirus, ma quantomeno avremo salvato anni e anni di lotte liberali e la nostra dignità; ma soprattutto avremo lasciato il passato (un passato buio) lì dov’è giusto che stia… nel passato.

 

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