Il partigiano che si suicidò per protesta contro l’Anpi

Il partigiano che si suicidò per protesta contro l’Anpi

In pochi conoscono la storia dell’ingegner Francesco Montanari, classe 1917, romagnolo. Ex comandante partigiano di Forlì, la cui storia, differentemente da quella di alcuni suoi ex colleghi, non viene mai raccontata. Montanari qualche anno dopo la fine della guerra iniziò a rinnegare il suo passato. Troppo vivi erano in lui i ricordi dei crimini commessi da alcuni partigiani, le sanguinose giornate di torture, violenze ed epurazioni, molte delle quali avvenute in Emilia-Romagna. La sua storia è raccontata da Gianfranco Stella nel libro “Compagno Mitra”, un testo che racconta questi crimini, circostanziando ogni fatto raccontato con documenti  e testimonianze ufficiali.

Nell’agosto del 1993 Montanari decise di scrivere una lettera ad Oscar Luigi Scalfaro. Era prevista l’erogazione, da parte dello Stato, di ben 20 miliardi di lire per le celebrazioni del cinquantesimo anniversario della Resistenza. Inaccettabile secondo lui. In particolare non poteva tollerare che questi soldi, soldi degli italiani, venissero conferiti all’Anpi.

LA SUA LETTERA A SCALFARO

Iniziò così a maturare l’idea di dare un segnale eclatante. Prese carta e penna e scrisse al Presidente della Repubblica: “Signor presidente, ho letto che lei ha promesso di stanziare venti miliardi per le celebrazioni per il cinquantenario della Resistenza. E’ semplicemente ridicolo…! Questa Repubblica nata dalla Resistenza è marcia. Come lo fu anche la Resistenza, infatti, la maggioranza dei partigiani era costituita non da idealisti, ma da renitenti e poi da malfattori del tipo degli onorevoli comunisti Moranino e Silvio Ortona. O da figure esecrabili come la medaglia d’oro Rosario Bentivegna e “compagni”, responsabili dei massacri delle Fosse Ardeatine, Marzabotto, Casaglia, Caprara, Rioveggio, Pedescala, ecc.

La maggior parte delle imprese eroiche dei partigiani comunisti consistettero nell’uccisione di qualche tedesco isolato per poi darsi a precipitosa fuga. Pur sapendo che, così, la popolazione civile avrebbe dovuto pagare dolorose conseguenze per le inevitabili rappresaglie che i tedeschi avrebbero fatto qualora non si fossero presentati i responsabili degli attentati.

Non si è mai presentato nessun comunista! Si presentarono invece i carabinieri Salvo d’Aquisto, Alberto La Rocca, Fulvio Sbarretti, Vittorio Marandola che, attribuendosi colpe non proprie, si fecero ammazzare al posto degli ostaggi che i tedeschi stavano per fucilare. I comunisti come ebbe a dire Edgardo Sogno, eroe e medaglia d’oro della resistenza, lottarono durante la lotta di liberazione, non tanto per liberare l’Italia dal tedesco invasore o dal fascismo, quanto per potervi istallare, finita la guerra, la dittatura del comunismo.”

I partigiani con le mani pulite e la coscienza apposto, furono pochi o meglio, fummo pochi. Si, perché anch’io fui un partigiano ed esattamente, il comandate della Brigata Mazzini – dipendente dal Partito Repubblicano – di cui fecero parte anche gli onorevoli Oddo Biasini e Libero Gualtieri. A quest’ultimo, poi, procurai una lauta pensione di guerra dichiarando indebitamente che si era ammalato ti tbc durante il periodo partigiano. Questa, credo, è l’unica mia colpa.

Finita la guerra, i partigiani dalle mani pulite tornarono alle proprie attività, mentre gli altri costituirono l’Anpi, il cui presidente l’onorevole Boldrini, fu chiamato assassino dall’onorevole Sgarbi, che godendo dell’immunità parlamentare, lo può definire, ma io no!

Nell’anno ’65 in occasione del ventennale della resistenza, fui invitato a partecipare, il 25 aprile. A una sfilata nella piazza di Forlì. Dove mi avrebbero anche consegnato una medaglia. Ma io mi rifiutai di andare e pubblicai un articolo in cui dicevo che era ora di smettere di voler perpetuare l’odio tra fascisti e antifascisti. Il ravvivare continuamente questa triste pagina della nostra storia faceva comodo soltanto al Partito Comunista. Mentre sarebbe stato meglio per tutti cercare di dimenticare quel periodo di guerra fraticida, ovvero la Resistenza, e di unire invece le nostre forze o energie per ricostruire e migliorare insieme, la nostra comune Patria.

Ma per i comunisti allora, la Patria era la Russia! Poi ebbi la grande soddisfazione di constatare che si era comportato nella mia stessa identica maniera il Generale Raffaele Cadorna. Se non era opportuno celebrare il ventennale ancora meno lo è festeggiare in cinquantennale. Se lei, presidente, dà o fa dare quei venti miliardi all’Anpi, sarebbe come se regalasse venti miliardi al Pci, che ora ha cambiato nome, ma nella sostanza è come prima. Orbene, se lei fa anche questo affronto al buonsenso, io le giuro sul mio onore e su quello che ho di più sacro al mondo, che per colpa sua, farò la fine di Jan Palach, non prima di averle augurato però che la stessa fine la faccia per l’eternità all’inferno.”

IL SUICIDIO

Parole che risuonano potentemente nella giornata di oggi, mentre le istituzioni nazionali sono impegnate in cerimonie ipocrite e rappresentative solo di un’esigua minoranza del Paese. In molti, negli anni, hanno cercato di screditare Montanari, ma lui, a differenza dei suoi ex compagni di partigianeria, ben sistemati nello Stato con la pancia piena, volle dare coerenza alle proprie parole.

Una sera di febbraio del 1996, uscì dalla propria casa alla periferia di Cesena. Si fermò ad un distributore automatico di benzina e riempì una tanica. Dietro si era portato del filo di ferro. Fermò l’auto in una stradina isolata e con un filo metallico bloccò le portiere della macchina. Nessuno doveva poterlo salvare. Si versò addosso la benzina e accese il fuoco. Quando l’hanno trovato era carbonizzato. Voleva che tutti capissero, prima di chiudersi dentro circondò la Ritmo con un cerchio di copie del suo libro. La sua morte resta a perenne memoria delle menzogne che, ogni anno, ci vengono propinate durante la giornata del 25 aprile.

Leggi anche: https://www.adhocnews.it/

www.facebook.com/adhocnewsitalia

www.youtube.com/adhoc

Tweet di ‎@adhoc_news

SEGUICI SU GOOGLE NEWS: NEWS.GOOGLE.IT

Exit mobile version